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Uno sguardo alla terza decade di gennaio; il punto della situazione

Quale potrebbe essere l'evoluzione del tempo atmosferico relativa alla terza ed ultima decade di gennaio? Qui di seguito mettiamo in evidenza la linea di tendenza emessa dal centro di calcolo americano.

In primo piano - 16 Gennaio 2016, ore 16.40

Uno sguardo al tempo atmosferico previsto nell'ultima decade di gennaio, mette in evidenza quello che appare ormai come un evento con alta probabilità di realizzazione; trattasi di un nuovo rinforzo delle vorticità zonali provocate da un ricompattamento del Vortice Polare che subentrerà proprio in concomitanza di quest'ultimo periodo di gennaio.

Gli effetti del freddo sulla nostra penisola dovrebbero quindi esaurirsi pressappoco entro la prima metà della settimana prossima (mercoledì 20 gennaio) attraverso un graduale riaddolcimento del quadro termico generale che si farà sentire soprattutto sulle regioni più occidentali del Paese.

La distensione dell'alta pressione sulla nostra penisola sarà pertanto sintomatica del rinforzo della ventilazione occidentale in conseguenza di una nuova diminuzione della pressione sui settori settentrionali dell'oceano Atlantico, vedendo in tal modo ripristinato almeno in parte quel famigerato "gap" barico esistente tra le medie e le alte latitudini d'Europa che ha così pesantemente influenzato la prima parte dell'inverno. Il centro di calcolo americano mette in evidenza la presenza di nuclei d'aria molto fredda concentrati proprio sul settore orientale canadese; questi ultimi trabordando parzialmente verso l'oceano Atlantico settentrionale, determinerebbero le sopraccitate "esplosioni" di vorticità che avranno come sede preferenziale, ancora una volta i settori settentrionali del nostro continente.

Sarebbe inevitabile la distensione dell'alta pressione sul Mediterraneo, accompagnata da un graduale indebolimento della sinottica settentrionale, un aumento della temperatura ed una attenuazione dell'instabilità.

Ancora difficile stabilire l'esatta collocazione dell'alta pressione in ambito europeo, non possiamo quindi escludere l'eventuale persistenza di una circolazione residua di venti orientali che potrebbero prolungare l'instabilità a carattere freddo/fresco soprattutto sui settori centrali e meridionali del nostro Paese. 

Evoluzione da confermare. 


Autore : William Demasi

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