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Uno sguardo al tempo dei prossimi giorni, le ultime novità a medio e lungo termine

Una circolazione di venti occidentali, la cosiddetta "zonalità alta", continuerà ad interessare l'Europa ancora per diverso tempo. Proviamo a vedere QUANDO potrebbe interrompersi questo circolo vizioso.

In primo piano - 7 Gennaio 2020, ore 17.45

Un lungo periodo di stasi atmosferica, continuerà ad interessare il nostro Paese ed una grossa parte d'Europa in questo scorcio di gennaio 2020. L'attore protagonista di questa fase perdurante di stabilità atmosferica nel pieno del periodo invernale, è un Vortice Polare estremamente compatto, che racchiude dentro di sé tutte le masse d'aria fredda, limitando le ondulazioni della corrente a getto e pertanto lo sviluppo di perturbazioni organizzate in grado di interessare la fascia delle medie latitudini. Andremo avanti su questi standard ancora per un po', almeno fino a quando le correnti zonali non rallenteranno un po' la loro corsa, soltanto allora potrebbe comparire dal cilindro un'evoluzione di tempo più instabile anche sè non necessariamente freddo. Ecco la previsione del modello americano riferita a venerdì 10 di gennaio, l'Europa ancora sotto condizioni tendenzialmente anticicloniche, con la presenza di basse pressioni alle latitudini settentrionali, e vasti anticicloni nel centro e nel sud, una perturbazione proverà a penetrare sul Mediterraneo ma con scarsi risultati:

Un cambiamento di circolazione potrebbe verificarsi soltanto a partire dalla terza decade di gennaio, dove a fasi alterne, appare e scompare dalle maglie previsionali, un'evoluzione di tipo instabile dalle caratteristiche invernali. Nelle lunghe distanze previsionali si aprono quindi due differenti percorsi;

- il primo tra questi, senza dubbio più probabile, il Vortice Polare continuerebbe a stare compatto, favorendo ancora condizioni tendenzialmente anticicloniche per le latitudini centrali e meridionali europee.

- il secondo meno probabile che vedrebbe un Vortice Polare più disturbato, onde di Rossby più pronunciate e maggiori chances di inverno tra la terza decade di gennaio e la prima di febbraio. Evoluzione generalmente meno probabile ma non impossibile.

Una previsione a lunghissimo termine (21 gennaio) nella quale viene mostrata un'evoluzione di tipo instabile e freddo ad iniziare dalle regioni orientali d'Europa. (scarsa affibabilità):


Autore : William Demasi

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