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Uno sguardo al... futuro: che sorprese dovremo aspettarci da qui alla prima metà di marzo? (seconda parte)

Nella prima parte abbiamo analizzato la linea teorica, ora vediamo nel concreto cosa potrebbe accadere fino alla metà di marzo.

In primo piano - 19 Febbraio 2010, ore 09.38

Nella prima parte abbiamo riportato la parte teorica, il sunto dello studio che abbiamo condotto in redazione. Ora non ci resta che trarre le dovute conclusioni sul piano pratico. Cosa ci aspetta da qui alla metà di marzo? Una cosa è certa: con i patterns (le configurazioni circolatorie) in atto la stabilità atmosferica scordiamocela. Questo non vuol dire che fino a metà marzo non vedremo il sole, ma che il tempo rimarrà caratterizzato da una fase spiccatamente dinamica, spesso anche perturbata e probabilmente inframezzata da qualche periodo di freddo simil-invernale (ricordiamoci che per la meteorologia dal 1° marzo saremo in primavera). L'evoluzione legata alla distribuzione delle temperature dell'oceano Atlantico sembra proiettata infatti a spingere verso il Canada gli impulsi gelidi sottratti al vortice polare che, come abbiamo detto, è allo sfascio. Proprio questa manovra però potrebbe rinforzare uno dei tre lobi che vagano per l'emisfero, con possibile sprofondamento anche verso il sottosttante comparto statunitense. In questo caso l'indice AO, l'oscillazione artica, spia dello stato di salute del nostro vortice polare, mostrerebbe timidi segnali di ripresa, ripresa che risulterebbe comunque sufficiente a deviare la traiettoria delle "storm tracks", ossia del letto di scorrimento della corrente a getto, la quale risalirebbe di latitudine fino a riportarsi sul cuore dell'Europa e non più in pieno Mediterraneo. Sul cuore dell'Europa e sul suo comparto settentrionale però giace ancora aria molto fredda, dovuto all'ancora determinante abbondante innevamento continentale; questa aria fredda sarebbe portata a disperdersi verso levante se non che un ulteriore fattore, legato ad un ennesimo indice, la MJO, potrebbe riversarla verso latitudini mediterranee in virtù di una maggiore ondulazione meridiana delle onde atmosferiche, ponendo in essere le basi per quelle irruzioni fredde simil-invernali cui abbiamo accennato poc'anzi. Attenzione però, qualora la nuova impostazione meridiana delle correnti risultasse spostata in blocco più a levante di quanto prospettato, potremmo rimanere interessati a fasi alterne anche da situazioni molto miti legate al transito della campana mobile dell'anticiclone subtropicale proiettata sul Mediterraneo. Insomma, una situazione certamente non votata a previsioni di stabilità o di tepori primaverili a oltranza, ma promettente invece forti disturbi e a grandi sbalzi termici, in barba al calendario e alla ormai prossima primavera meteorologica.

Autore : Luca Angelini

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