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Una nuova frontiera nella previsione del tempo (seconda parte)

Le previsioni d'Ensemble sono il futuro della previsione del tempo.

In primo piano - 27 Gennaio 2015, ore 10.15

Abbiamo parlato della complessità nel prevedere il tempo oltre i 3-4 giorni e dei metodi che si stanno adottando per arrivare a fornire previsioni sufficientemente attendibili sul medio e lungo termine:
http://meteolive.leonardo.it/news/Editoriali/8/una-nuova-frontiera-nelle-previsioni-del-tempo-prima-parte-/48742/

Il metodo d'Ensemble e d'Ensemble Multi model genera dall'emissione ufficiale una corsa di controllo che partirà da condizioni iniziali leggermente differenti. L'alterazione del dato cercherè di essere poi attenuata in tutte le corse perturbatrici e dal confronto tra le 21 corse nascerà una previsione sufficientemente attendibile: lì starà anche all'intuito, all'esperienza e alla bravura del meteorologo, in base anche a quanto osservato nel corso degli anni, riuscire a capire quale sarà l'evoluzione del tempo più probabile. 

Nell'esperimento d'ensemble canadese ad esempio ogni 12 ore vengono inserite perturbazioni casuali come nuovi dati iniziali e l'operazione si ripete tante volte quante quelle consentite dalla potenza di calcolo; naturalmente c’è rischio che alcuni errori iniziali diventino talmente palesi da inficiare la linea di tendenza espressa da alcune corse perturbatrici, che andranno dunque scartate a priori.

Il modello europeo e quello giapponese utilizzano un altro metodo, detto di Lorenz, in pratica mediante l’analisi matematica su equazioni approssimate del modello, la procedura tende a creare le perturbazioni che si amplificano maggiormente nei campi previsti, misurando una sorta di energia della perturbazione stessa.

Le perturbazioni massime vengono poi utilizzate per generare le nuove analisi delle corse d’ensemble sommandole e sottraendole a quella di controllo.

I modelli non possono prescindere dal considerare alcuni elementi climatici e i loro tempi di risposta: atmosfera, oceani, criosfera, superficie terrestre. Tra loro c'è chi presenta tempi di risposta immediati, chi molto lenti. Chi reagisce molto lentamente viene trattato nel modello come costante, mentre se si registra un'anomalia questa potrà essere smorzata o amplificata anche da questi elementi a secondo del loro tempo di risposta.

Capite dunque quanto sia complesso il sistema climatico e quanto, per renderlo almeno in parte prevedibile, occorra compiere un numero molto alto di semplificazioni, le quali limitano per ora le potenzialità e l’affidabilità delle previsioni a lungo termine.


Autore : Alessio Grosso

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