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Una calza della Befana carica di freddo?

Scacco matto all'alta pressione dopo il 6 gennaio? E' presto per dirlo, tuttavia qualche notizia confortante oggi "trapela".

In primo piano - 28 Dicembre 2006, ore 10.54

Tutti contro l'alta pressione: non se ne può più! Non se ne può più di vedere le nostre città invase dallo smog. Non se ne può più di vedere le montagne italiane completamente brulle, in un periodo che statisticamente dovrebbe ammantarle di bianco. Insomma, c'è voglia di inverno e di neve in noi, come in estate c'è voglia di sole. Immaginatevi quali ripercussioni avrebbe sul turismo stagionale un mese di luglio senza sole e dominato dagli acquazzoni! Le anomalie non sono mai frutto di "gioie", molto meglio avere una parvenza di "normalità", cosa che in questi giorni proprio non si vede. Ieri, in questa sede, abbiamo cercato di trovare delle "scappatoie" a questa situazione stagnante e noiosa che da troppo tempo si trascina sull'Italia! Oggi cerchiamo di fare altrettando, dando magari qualche notizia migliore sul lungo termine. Per il momento resta confermato un transito perturbato tra il 2 e il 3 di gennaio. Niente di trascendentale: il fronte non avrà penetrazione sul Mediterraneo, quindi solo alcune regioni potranno beneficiare di piogge o nevicate. A titolo d'informazione, il nord ovest sembra essere saltato di brutto, a parte qualche nevicata sul settori confinali alpini. Con tutta probabilità non sarà questo il fronte "risolutore". Infatti l'alta pressione a seguire farà nuovamente "il pavone", soffiando sulla nostra Penisola aria calda e subsidente, che vanificherà probabilmente le eventuali nevicate che si avranno in concomitanza del transito frontale sopra menzionato. Ogni volta che l'anticiclone ritorna, la domanda di rito è la seguente: "quanto durerà questa volta"? Beh, come abbiamo già detto, le alte pressioni sono come i serpenti: quando pensi di averle battute, rialzano la testa e ti "mordono". Quindi non è facile dare una scadenza esatta al dominio di questa figura barica, spesso sottostimata dai modelli sui medio e sul lungo termine. Un'evoluzione confortante, da prendere comunque con le molle, viene oggi vista dopo l'Epifania. Se il progetto invernale messo in cantiere dovesse andare in porto, non sentiremo più parlare di alta pressione sull'Italia. Un vortice freddo dal nord Europa tenterà di abbracciare anche il Bacino del Mediterraneo. I massimi di pressione fuggiranno verso il medio Atlantico e la nostra Penisola potrebbe essere preda di saccature fredde a bassi geopotanziali, con pioggia e neve su gran parte del territorio nazionale. Insomma, l'inverno farebbe veramente un ingresso trionfale, senza interferenze! Il nemico numero uno di questa evoluzione è però il tempo! Mancano ancora troppi giorni per cantare "vittoria". Tuttavia una luce in fondo al tunnel, un barlume di speranza per eliminare lo STRAPOTERE dell'alta pressione oggi è visibile.

Autore : Paolo Bonino

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