Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Un sisma devastante colpirà Roma l'11 maggio 2011? Bendandi, i terremoti e i confini della scienza (parte seconda)

Da settimane circolano su molti blog e siti internet notizie di prossime catastrofi sismiche in Italia, frutto delle previsioni del defunto sismologo Bendandi: l’uomo che prevedeva i terremoti. Cosa c’è di vero? Proviamo insieme a percorrere questo impalpabile confine che divide la scienza dalla superstizione.

In primo piano - 4 Maggio 2011, ore 09.00

Raffaele Bendandi in una delle ultime foto.

Che la luna e gli altri corpi celesti influenzino il movimento della placche tettoniche è riconosciuta oggi come una valida teoria, alla quale si aggiungono studi sempre più approfonditi sulle condizioni eccezionali del nostro pianeta e del suo interno fluido, caso quasi unico nel sistema solare. Sotto questo punto di vista stiamo infatti ripercorrendo, in modo più organico e scientifico, le orme incerte lasciate da Bendandi ed altri improvvisati precursori. Le influenze gravitazionali tra i corpi celesti e soprattutto i loro effetti reciproci, sono infatti molto più complessi di quanto ritenuto finora.

È noto che l’unico corpo “vivo”, ossia con manifestazioni eruttive e movimenti sulla sua superficie, del sistema solare, oltre al sole stesso e alla terra, è Io, uno dei satelliti galileiani di Giove. Pare che le influenze gravitazionali dovute alla sua distanza dal pianeta, alla sua velocità di rotazione e rivoluzione, nonché alle perturbazioni subite dalle orbite degli altri satelliti, siano alla base della fluidificazione degli strati più interni, con corrispondente attività eruttiva in superficie.

Per la terra, e per la condizione fluida dei suoi strati più interni, esistono oggi solo teorie: dal calore residuo della sua formazione, alla presenza di nuclei radioattivi, ma anche a fattori gravitazionali. Il sistema terra-luna può essere considerato infatti un pianeta “doppio”, con influenze reciproche importanti. Tra l’altro il centro gravitazionale del sistema terra-luna si trova sotto la crosta terrestre.

Altre teorie chiamano in causa i pianeti giganti (Giove, Saturno, Urano e Nettuno) che con la loro distanza dal sole, possiedono oltre il 90% del momento angolare, ovvero la potente forza deviante dei movimenti rotatori. Pare che le posizioni reciproche di questi pianeti rispetto alla terra e al sole, nonché i loro allineamenti anche parziali, possano causare perturbazioni gravitazionali anche sulla terra.  

Bendandi aveva focalizzato i suoi studi proprio sotto questo aspetto astronomico, piuttosto che geo-sismologico; non ha quindi previsto dei terremoti, ma deve aver previsto delle potenziali situazioni a rischio sismico che, con una buon dose di fortuna, gli hanno regalato gigantesche, quanto illusorie, soddisfazioni; come nel caso del sisma delle Marche.

Col senno di poi possiamo ritenere l’opera di Bendandi un valido tentativo di correlazione tra le influenze gravitazionali dei vari corpi celesti e i movimenti della crosta terrestre; ma ammesso che queste siano univocamente determinabili, ci pare francamente impossibile riuscire a giungere a dettagli quali il giorno, il luogo preciso e la magnitudo del sisma. Cosa che in effetti nemmeno lo stesso Bendandi è mai riuscito a fare.

Oggi più che prevedere i terremoti, sarebbe opportuno prevenirli, dal momento che conosciamo bene le zone ad alto rischio sismico e sappiamo anche come intervenire. Non è una questione scientifica, ma solo economica e socio-politica.

Qualche correttivo in sede previsionale sarebbe opportuno comunque farlo, a partire proprio dalla classificazione sismica d’Italia. Purtroppo questa è ancora strettamente correlata alla storia sismica pregressa, alla frequenza attuale dei terremoti, soprattutto a quelli di medio-bassa intensità. Un territorio in continuo movimento è sicuramente più soggetto ad eventi di una certa intensità, ad esempio l’Appennino o la Sicilia orientale.

Ci fidiamo troppo dei tempi di ricarica delle faglie principali, ignorando quelle secondarie o altre più profonde di cui non conosciamo l’esistenza; ci adagiamo sui noti tempi di ritorno dei grandi sismi, dimenticando che molti grandi terremoti si sono succeduti in tempi rapidi o molto rapidi. Ad esempio in Friuli la scossa principale del 6 maggio fu di magnitudo 6,3; ma appena quattro mesi dopo, l’11 settembre se ne verificò un’altra di 5,9 e il 15 settembre un’altra di 5,8. 

In questo modo si alza troppo la tensione in certe aree, si sopravvive d’attesa e si abbandona il territorio; mentre si abbassa la guardia in molte altre zone, specie in quelle dove i terremoti, quelli ritornanti e a carattere tettonico, ovvero associati ai corrugamenti recenti della crosta terrestre, sono invece una rarità.

È proprio il caso di Roma, dove il rischio sismico è ad ad oggi classificato medio-basso, ma dove  il passato ci narra di eventi anche molto importanti, che oggi potrebbero causare ingenti danni e vittime. Leggiamo però che la regione Lazio ha di recente modificato la classificazione sismica del territorio, innalzando al livello medio tutti i quartieri orientali e meridionali della città.

Che abbiano letto le previsioni di Bendandi? Preferiamo pensare a ben altre questioni, anche economiche.
In realtà il rischio sismico appare, a nostro parere, sottostimato in molte aree delle Alpi centrali, della Liguria, della Toscana, della Puglia e della Sicilia. Ricordiamo ancora una volta che i terremoti possono avere varie origini, anche in luoghi poco sospetti.

Come ad esempio avvenne a Tuscania, nel viterbese, il 6 febbraio 1971, quando la stabilizzazione dei fianchi della vecchia caldera vulcanica dove oggi si adagia il lago di Bolsena, generò un sisma piuttosto violento, con 31 morti e la distruzione di gran parte delle abitazioni. Il sisma fu talmente poco profondo e localizzato, da essere appena percepito a pochi km di distanza.

Sugli eventi del 2012 previsti da Bendandi? Beh sappiamo che ogni anno si verificano al mondo almeno 10 sismi di magnitudo 7, come quello dell’Irpinia (1980) o quello recente di Haiti o del Giappone, per intendersi; e almeno 2-3 di magnitudo 8. 


Autore : Dott. Giuseppe Tito

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità

h 10.03: A14 Ramo Casalecchio

coda incidente

Code causa incidente nel tratto compreso tra Bologna Casalecchio (Km. 0,8) e Allacciamento A14 Bolo..…

h 10.02: A14 Bologna-Ancona

coda incidente

Code causa incidente nel tratto compreso tra Bologna Borgo Panigale (Km. 4,8) e Allacciamento A13 B..…

Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum