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Un RISCALDAMENTO in stratosfera quanto influisce sul nostro inverno?

Talvolta le sorti di un inverno, in termini di gelo e neve, sono legate a questo fenomeno atmosferico particolare. Cerchiamo di capire cos'è e perché spesso viene sopravvalutato.

In primo piano - 17 Novembre 2016, ore 10.44

Una mappa di previsione centrata sulla verticale del Polo Nord, con l'arrivo di una grossa bolla di aria calda (in arancio) a spezzare il Vortice Polare.

Il gennaio 1985, si sa, è ricordato a livello climatico in Italia per l'intensa e prolungata ondata di gelo che portò nevicate abbondanti e record di temperatura su moltissime regioni della Penisola.

Si ricordano ad esempio i -23°C abbondanti di Firenze Peretola, i -28,5°C di San Pietro Capofiume, nella pianura bolognese, i -18°C di Verona ed i -11°C di Roma.
L'evento fu spiegato dai meteorologi dell'epoca con un fenomeno atmosferico che aveva indotto il Vortice Polare – ossia la grande riserva di gelo che solitamente troviamo nell'atmosfera del Polo Nord in inverno – a rompersi in tanti pezzetti che poi erano scivolati verso l'Europa colpendo anche l'Italia con perturbazioni gelide a raffica.

Un fenomeno questo causato da un improvviso riscaldamento dell'atmosfera polare sull'intera colonna, fino a 40-50 chilometri di altezza, ossia fino in stratosfera. La particolarità riguardò la velocità con cui si verificò il fenomeno, talmente elevata da propagarsi fino al suolo in pochissimi giorni.

Fu un evento eccezionale insomma. Ma uno stratwarming nei suoi termini generali non è così raro durante la stagione invernale. Ad esempio si è sviluppato diverse altre volte sia prima sia dopo il gennaio 1985, e non sempre – anzi quasi mai – ha portato particolari effetti sull'Italia.

Tuttavia la rapida diffusione delle informazioni via web e la facilità di scambi di opinioni sviluppatesi negli anni '90 hanno portato alla creazione di miti e credenze almeno in parte non corrispondenti al vero sia tra chi studia le nuvole e la neve per diletto, sia tra i meteorologi professionisti, in Italia ed all'estero.

Ogniqualvolta è previsto uno stratwarming l'immaginario collettivo va all'evento del 1985, e quindi lo si associa automaticamente il rischio di gelo esteso e persistente.
Eppure … no, non è così facile. Le varianti di un riscaldamento stratosferico sono moltissime, ed anzi è molto più probabile che ad un Vortice Polare sbriciolato in stratosfera corrisponda un Vortice Polare ben strutturato nell'atmosfera più vicina al suolo, con il freddo pesante magari ben lontano dall'Italia.

Un evento di gelo intenso può comunque prescindere benissimo da uno stratwarming, e ne abbiamo avuti diversi esempi anche in anni relativamente recenti.

E' bene ricordarlo, perché spesso si basano le previsioni di gelo a lungo termine anche – e magari solo - su considerazioni che coinvolgono stratwarming in corso o in arrivo a breve.
 


Autore : Redazione di MeteoLive.it

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