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Un po' più freddo sull'Italia da domenica, ma il vero grande inverno resta lontano

L'instabilità nord-atlantica potrebbe ben presto portarsi sul Mediterraneo, determinando un calo delle temperature sino a valori in media col periodo stagionale un po' su tutto lo stivale. Non mancheranno le precipitazioni e le nevicate attestate su livelli finalmente consoni al mese di dicembre. Il freddo quello crudo invernale resta ancora lontano.

In primo piano - 3 Dicembre 2014, ore 19.00

Niente anticiclone sulla nostra penisola, tramontano le speranze d'avere una fase di tempo stabile che possa garantire un generale stop all'apporto precipitativo sulle nostre regioni. Fronti e perturbazioni troveranno ancora una volta il loro spazio d'azione sul bacino del Mediterraneo, proponendo tra le altre cose, l'intervento delle prime irruzioni d'aria moderatamente fredda dai quadranti nord-occidentali. Trattasi di una massa d'aria dalle caratteristiche certamente non gelide, ma che avrebbe comunque la forza di trasportare i fiocchi di neve sino a quote prossime i 1000 metri lungo le Alpi e l'Appennino settentrionale.

Il primo impulso instabile dovrebbe far breccia sul nostro Paese nel prossimo fine settimana (sabato 6 - domenica 7), portando precipitazioni sparse ed un calo della temperatura finalmente su valori invernali ad iniziare dalle regioni settentrionali.

Nel giorno dell'Immacolata (lunedì 8) l'impulso raggiungerebbe anche le regioni meridionali, portando una sventagliata di precipitazioni ed una rotazione del vento da Maestrale, associato a calo della temperatura. L'aria fredda ricaccerebbe via in modo definitivo lo spettro delle temperature "over 20°C".

Entro martedì 9, un secondo e più intenso impulso instabile proveniente da nord-ovest, porterebbe ancora instabilità, introducendo nuovamente dell'aria fredda dai quadranti nord-occidentali.

Europa terra di movimenti tra masse d'aria, ma l'inverno con Ia I maiuscola?

L'ingresso dell'aria più fresca di origine nord-atlantica, permetterà alle temperature di scendere sui settori occidentali dell'Europa. Avremo a che fare con un calo termico generalizzato, che guadagnerà facilmente anche l'Italia, laddove tenderanno a rientrare i valori termici pesantemente sopramedia che hanno spadroneggiato le settimane precedenti.

La diminuzione della temperatura che si affaccerà sui settori centrali ed occidentali del continente sarà controbilanciata da un nuovo, sensibile ed inevitabile aumento termico atteso sui settori europei orientali. Su queste zone infatti, l'ingresso piuttosto irruento di una ventilazione occidentale, veicolerà aria mite oceanica sin verso la penisola Scandinava e la Russia, ricacciando verso oriente i valori di gelo che hanno caratterizzato le giornate appena trascorse.

Inutile dirlo, l'evoluzione che si prospetta allontanerà dal nostro Paese la possibilità di assistere ad una fase di inverno crudo ed intenso nella mensilità dicembrina. In questo panorama circolatorio, il flusso d'aria fresca ed instabile di origine oceanica potrebbe essere ancora una volta il vincitore finale di una partita il cui meccanismo interno pare inceppato nel proporre sempre un medesimo risultato.
 


Autore : William Demasi

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