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Un passo indietro dell'Africa e domenica sera sarà subito rischio nubifragi al nord-ovest

Una convergenza di diversi fattori termodinamici sta disegnando l'ipotesi più che concreta di un break temporalesco anche di tutto rispetto tra la sera di domenica 13 e la notte su lunedì 14 al settentrione. Impegnate con maggior enfasi e probabilità le regioni nord-occidentali (Liguria a parte) e l'Emilia.

In primo piano - 10 Giugno 2010, ore 10.19

Un passo indietro dell'Africa ed ecco subito scoppiare la bagarre atmosferica. Se al centro e al sud non si avranno mutamenti significativi stante la posizione avanzata dell'alta pressione, al nord, posto lungo lo steccato tra il medesimo e la circolazione depressionaria adiacente, le cose cambieranno eccome.

L'analisi sinottica tecnica contempla diversi elementi potenzialmente favorevoli all'insorgenza di manifestazioni temporalesche anche di forte intensità tra la sera di domenica 13 e la notte su lunedì 14 giugno.

Prima tra tutte una marcata divergenza delle correnti sud-occidentali in medio-alta troposfera, con accompagnamento di uno strappo di vento legato all'approssimarsi del nucleo forte del getto ascendente. Questo status verrà impostato dalla collocazione dell'asse di una saccatura nord-atlantica, la quale affonderà con un minimo secondario in quel dell'Iberia.

Davanti l'asse della saccatura, ossia ad est dello stesso, andrà a strutturarsi anche un sistema frontale del tipo fronte freddo, la cui coda meridionale spazzolerà l'arco alpino centro-occidentale promuovendo l'insorgenza dei primi temporali nel pomeriggio di domenica.

Il pezzo forte arriverà comunque in serata e nella notte su lunedì, allorquando il sopraggiungere di alcuni nuclei di vorticità ciclonica crescenti con la quota in seno allo strappo di vento anzidetto porrà in essere imponenti moti verticali. La zona di sfogo più probabile sarà quella che abbraccerà Piemonte, Valle d'Aosta, Lombardia, Emilia e forse anche il Veneto occidentale.

Su queti settori allo status dinamico descritto si sommerà anche l'effetto noto come "retroazione dinamica", nato dai temporali pomeridiani avutisi sulle Alpi centro-occidentali. L'aria fredda qui prodottasi scivolerà a partire dalla serata sulla val Padana ed esacerberà le potenziali convettive già presenti, soprattutto sui settori posti a nord del Po. La vasta distesa di aria caldo-umida giacente sulla grande pianura, tenuta a bada fino ad allora dall'inversione anticiclonica, cederà; il tappo atmosferico improvvisamente salterà e innescherà una catena di temporali intensi.

Al momento sono ancora da valutare  le possibilità di assistere a fenomeni anche violenti o vorticosi. Al momento il taglio di vento verticale non sembra favorevole a produrre tornado, ma risulta comunque sufficientemente velenoso per inventarsi qualche improvvisa grandinata e un calo delle temperature almeno parziale che recherà l'atteso refrigerio.


Autore : Luca Angelini

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