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Un intruso in Valpadana: il "MARINO"

Dopo il forte vento da est di sabato scorso, è il turno del vento da sud per la Valpadana, il cosiddetto MARINO, abbastanza comune tra la primavera e l'estate.

In primo piano - 22 Aprile 2015, ore 15.10

Ecco la situazione eolica prevista per il pomeriggio di giovedì 23 aprile sul nord Italia.

La fascia appenninica ligure e tosco-emiliana sarà interessata da un forte vento di matrice meridionale, che non sarà fautore di maltempo come spesso accade, bensì tenderà a limitare l'escursione termica tra il giorno e la notte, portando al massimo qualche nube orografica sui crinali più elevati.

Come si può notare, la corrente meridionale nei bassi strati sfonderà anche su buona parte della Pianura Padana, con intensità DECRESCENTE da sud a nord.

In altre parole, le zone di pianura poste vicino all'Appennino avranno un vento meridionale anche forte, che tenderà a stemperarsi salendo verso nord in direzione delle Alpi.

Si tratta del vento di MARINO, abbastanza frequente sui versanti padani dell'Appennino Ligure e Tosco-Emiliano in occasione di transiti perturbati più o meno intensi sulle Alpi. Diamo un'occhiata alle sue caratteristiche salienti e ai meccanismi che comportano la sua attivazione.

Con l'arrivo della parte avanzata della primavera e poi ancor di più con la stagione estiva, il vento di Marino risulta spesso protagonista del tempo nelle regioni di bassa Valpadana, risultando secco e rafficato. Esso trae origine quando sull'Italia è attiva una circolazione eolica di matrice prettamente meridionale e rappresenta a tutti gli effetti quella caratteristica ventilazione che soffiando tra Toscana e mar Ligure, tende a presentare lungo i versanti costieri le proprie caratteristiche più umide e durante l'estate anche afose.

Una volta varcato l'Appennino la ventilazione meridionale tende a subire un processo di compressione adiabatica che comporta un impoverimento della massa d'aria dall'umidità e un suo surriscaldamento, dando origine al vento di Marino. La stessa ventilazione sull'est dell'Emilia Romagna e poi lungo tutte le regioni del versante adriatico prende il nome di Garbino, ed è responsabile di repentini surriscaldamenti della temperatura che durante il periodo estivo possono divenire importanti e sensibili.

In quali condizioni sinottiche il Marino è più frequente?

Il vento di Marino è frutto di una circolazione meridionale che esula dall'attivazione delle brezze di mare tipiche dei periodi caldi ed anticiclonici. Rappresenta quindi una ventilazione meridionale sinottica, cioè frutto di una circolazione specifica di venti, condizionata dalla presenza di una figura di bassa pressione che abborda l'Italia settentrionale.

Segnala solitamente una attivazione del getto alle quote superiori, il quale inevitabilmente si ripercuote anche sulla circolazione eolica negli strati prossimi al suolo, che tende a divenire assai attiva. In queste condizioni il vento di Marino soffia intenso e deciso lungo tutta la fascia pianeggiante della bassa Emilia Romagna, bassa Lombardia e basso Piemonte, risultando a tratti quasi fastidioso.

Quando si presenta molto intensa, questa ventilazione riesce a risalire verso nord sino a raggiungere le aree di alta pianura, provocando una diminuzione dell'umidità relativa ed un relativo (il più delle volte effimero) miglioramento del tempo. Dato che a questo vento si associano condizioni tendenzialmente instabili, il Marino può essere un segnale premonitore dell'avvicinamento di una saccatura o di una goccia fredda che dall'Europa occidentale tende ad invadere l'Italia.

E' un vento che spesso precede l'ingresso dei fronti freddi durante il trimestre estivo, e rappresenta quindi una "spia" ad una probabile crisi temporalesca che il più delle volte predilige le aree di alta pianura e le Alpi e che può intervenire pochissimo tempo dopo l'attivazione del Marino.

Questa ventilazione è molto più rara (se non addirittura assente) durante il periodo tardo autunnale, in inverno e nella prima parte della primavera. La sua assenza durante i mesi freddi è spiegata dalla formazione di uno strato quasi permanente di inversione termica che caratterizza il tempo della Valpadana durante il periodo freddo.

La ventilazione di Marino essendo provocata dallo scarto termico tra la temperatura dei settori costieri (più fresche) e quelle delle arroventate zone padane, trova modo di attivarsi solo nelle dinamiche calde e raggiunge quindi la massima frequenza durante l'estate.

 


Autore : Paolo Bonino-William Demasi

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