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Un anticiclone più defilato favorirà la maggiore penetrazione di qualche affondo perturbato nel Mediterraneo.

Tende temporaneamente a perdere forza il possente anticiclone che da diverse settimane tiene sotto scacco l’intera Europa. Gli affondi perturbati nord atlantici si succederanno con maggiore frequenza determinando cattivo tempo specie nei settori alpini di confine. Con il nuovo anno ci sono novità anche per altri settori del paese. Un peggioramento del tempo con precipitazioni interverrà su parte del nord nella giornata di lunedì due gennaio. Una profonda circolazione ciclonica potrebbe scavarsi al meridione entro la prima decade del nuovo mese.

In primo piano - 31 Dicembre 2011, ore 11.16

 Situazione: Ci si avvicina all’ora fatidica del famigerato 2012 e la situazione atmosferica ancora temporeggia sul mostrare un deciso cambio di guardia nel panorama invernale mediterraneo ed europeo. Tuttavia ci sono alcune novità che lentamente emergono dall’evoluzione generale mostrata dai principali modelli matematici.

Lo stato attuale atmosferico contempla ancora la presenza di un forte anticiclone presente con i suoi massimi a cavallo tra Europa ed oceano atlantico. Un affondo ciclonico partito dall’oceano atlantico settentrionale è scivolato lungo il bordo orientale dell’alta pressione determinando l’ennesimo episodio favonico sulla val padana. Per contro, altre copiose nevicate hanno interessato diverse località alpine poste nei settori di confine con i paesi oltralpe. Fortunatamente un maggiore calo dei geopotenziali e la presenza di temperature in quota non troppo alte, ha consentito alla neve di cadere anche sotto i 1000 metri nelle valli più interne.

Un nuovo raffreddamento della temperatura è avvenuto un po’ su tutto il paese, ma è stato più avvertito lungo i settori adriatici della penisola, con ventilazione moderata settentrionale e temperature frizzanti. Relativamente più protetto dal calo termico il nord ovest italiano con venti di caduta. Calo termico poco avvertito anche in Sardegna.

Evoluzione: l’arrivo del nuovo anno porta qualche novità anche in campo atmosferico. Rientra in parte la pesante anomalia di geopotenziale presente sino a pochi giorni fa su una buona fetta di Europa centrale e occidentale. Un nuovo affondo perturbato approfitterà di questa temporanea distrazione dell’alta pressione, per portare a segno un modesto guasto del tempo che questa volta potrebbe entrare in azione anche nel Mediterraneo per la giornata di lunedì 2 gennaio. Questa volta un maggiore ritiro ad ovest dell’alta pressione consentirà ad una parte dell’aria fredda nord atlantica, di entrare dal golfo del leone verso il Mediterraneo.

Il guasto previsto sarebbe limitato alla sola giornata di lunedì e coinvolgerebbe una porzione limitata del suolo italiano, si tratta quindi di una situazione ancora a bassa predicibilità, suscettibile di variazioni anche notevoli all’ultimo minuto. Tuttavia occorre far notare che questo sarebbe il primo fronte in ingresso sul Mediterraneo da due mesi ad ora. L’ultimo risale agli eventi alluvionali liguri dello scorso 4 novembre. Vediamo nel dettaglio quante sono le probabilità che questo evento vada a buon segno.


Ipotesi uno: nel caso in cui l’aria fredda dovesse realmente gettarsi sul Mediterraneo invece di cozzare contro le Alpi, si avrebbe la formazione di un piccolo minimo al suolo che nella mattinata di lunedì andrebbe strutturandosi davanti alle coste francesi, sul golfo del Leone. L’evoluzione successiva attualmente contemplata dai principali modelli, mostra la migrazione del minimo verso la Liguria in serata, con conseguente rapido peggioramento del tempo accompagnato da precipitazioni concentrate specie nell’angolo nord occidentale italiano, in particolare Liguria di levante bassa Lombardia, basso Piemonte. Al momento questa previsione ha una probabilità di realizzarsi del 60%.

Ipotesi due: la spinta del fronte non sarebbe sufficiente a spingere l’aria fredda sin sul Mediterraneo, d’altro canto l’alta pressione opporrebbe ancora una volta eccessiva resistenza, dirottando tutto sull’arco alpino con ulteriori nevicate in arrivo soprattutto per alpi alto piemontesi e Valle D’Aosta. Le altre regioni sarebbero alle prese con venti di caduta e tempo asciutto. I modelli attualmente stanno sposando con maggiore convinzione l’ipotesi uno. Tuttavia l’ipotesi due non è ancora da escludere a priori, con una probabilità di realizzarsi del 40%.

Long range: molti paragonano questa annata 2011-2012 ai terribili inverni 1989 e 1990, quasi interamente divorati da forti anticicloni. In realtà facendo un paragone con quello che è la situazione attuale, e quella che invece dominava la scena in quelle annate, la posizione assunta dall’anticiclone è profondamente diversa. In quegli episodi l’anticiclone restava spesso appollaiato nel Mediterraneo, gli affondi da nord erano generalmente scarsi o assenti. Ne derivava un anticiclone molto più disturbato dalle risacche di aria umida marittima che addossavano spesso nubi compatte lungo le coste tirreniche e le isole, La val Padana spesso faceva i conti con situazioni nebbiose persistenti e pericolose.

Quest’anno abbiamo a che fare con un anticiclone si potente, ma defilato sull’Europa occidentale. Ne deriva una sinottica prevalentemente settentrionale ad interessare il nostro paese, con valori di temperatura generalmente più bassi e cieli spesso sereni.

La tendenza per la prima decade del mese di gennaio mostra un anticiclone che gradualmente va ritirandosi sull’ovest del continente.

Va inoltre lentamente aumentando la pressione nel medio Atlantico, consentendo alle depressioni nord atlantiche di affondare in modo più deciso in direzione dell’Europa. Ne conseguirebbe un tipo di tempo via via più movimentato, con discrete probabilità che tra le giornate di giovedì 5 gennaio e venerdì 6 gennaio vada a scavarsi una depressione abbastanza profonda al meridione, con perno sul mar Jonio. Questo sarebbe garanzia di un inizio gennaio scoppiettante specialmente per i settori adriatici e meridionali del paese, con precipitazioni sparse e neve a quote non troppo alte. Più protetti i versanti occidentali del paese e le regioni settentrionali.

Ne riparleremo…


Autore : William Demasi

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