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Un anno fa "IKE". L'alluvione del 13-16 Ottobre 2000 in Piemonte: le cause meteorologiche

Un anno fa la depressione "IKE" colpiva Piemonte e Valle d'Aosta. A cura della Direzione Regionale Servizi Tecnici di Prevenzione, ricostruiamo quanto accaduto. Si ringrazia vivamente la Regione Piemonte che ne ha consentito la pubblicazione.

In primo piano - 13 Ottobre 2001, ore 08.00

ANALISI METEOROLOGICA Per evidenziare in modo esauriente la dinamica dell'evento ed i fattori che hanno determinato l'intensità dei fenomeni occorre analizzare la configurazione meteorologica a partire dal giorno di Mercoledì 11 Ottobre. L'evento ha origine da una profonda circolazione ciclonica centrata sulle isole britanniche con minimo al suolo di 964 hPa alle ore 12 UTC di mercoledì 11. La struttura depressionaria risulta molto estesa in latitudine arrivando ad interessare direttamente anche il nord-ovest italiano con correnti sudoccidentali di aria umida ed instabile. Nel corso della giornata il sistema frontale associato alla depressione si approssima all'arco alpino italiano apportando nuvolosità diffusa su tutta la regione con precipitazioni sulle zone montane e pedemontane e rovesci temporaleschi sui rilievi ai confini con la Liguria. Nella giornata di Giovedì 12 la circolazione ciclonica si mantiene sulle isole britanniche, le forti correnti fredde settentrionali presenti sul bordo orientale della depressione spirano dal Nord Atlantico verso la penisola iberica. Questa discesa di aria fredda determina un marcato calo dei valori di pressione su Spagna, Portogallo e sul bacino occidentale del Mediterraneo. Sulle regioni nordoccidentali italiane il flusso tende a disporsi da sud, sudovest aumentando l'apporto di umidità (confermato dall'esame dei radiosondaggi termodinamici) mentre sull'Europa orientale si sviluppa un promontorio che, in particolare nei giorni seguenti, contribuisce ad intensificare il flusso sull'Italia nordoccidentale forzandolo a ruotare da sudest. La presenza del promontorio determina una persistenza della struttura depressionaria sull'Europa occidentale ed una stazionarietà del sistema frontale. Sulla nostra regione il cielo si presenta molto nuvoloso o coperto; le precipitazioni, inizialmente sui rilievi, si estendono nel pomeriggio alle zone pianeggianti, con valori arealmente deboli o al più moderati. Nella seconda metà della giornata si verificano rovesci di forte intensità sui rilievi ai confini con la Liguria innescati dal sollevamento orografico delle masse d'aria e favoriti dalla convergenza nei bassi strati. Nella giornata di Venerdì 13 l'anticiclone sull'Europa orientale si espande ulteriormente verso Nord mentre permane la saccatura sulla penisola iberica; questo determina un forte gradiente orizzontale dei valori di altezza di geopotenziale in direzione est-ovest sull'Italia nordoccidentale, che viene interessata da forti correnti calde ed umide meridionali. È importante sottolineare il carattere marcatamente baroclino della struttura depressionaria e la sua notevole estensione verticale fino alla tropopausa. La baroclinicità del sistema determina uno shear del vento; ai livelli 500 e 700 hPa il flusso proviene dall'Africa settentrionale mentre nei bassi strati prevale la componente orientale con fenomeni di convergenza in tutto il bacino padano occidentale, più marcati nella seconda parte della giornata. L'analisi della pressione al livello del mare mostra la presenza per tutta la giornata di un minimo che, sebbene non particolarmente profondo e con un moderato gradiente barico, si estende a tutto il Mediterraneo occidentale. Una struttura al suolo così ampia, su un bacino marino ancora relativamente caldo (la temperatura superficiale del mare misurata varia dai 19 °C del Mar Ligure ai 23-24 °C nelle zone al largo delle coste nordafricane) contribuisce in modo determinante all'umidificazione dell'atmosfera portando grandi quantitativi di vapore acqueo negli strati più alti. La direzione meridionale del flusso si mantiene costante per tutto il giorno; il sistema frontale arretra leggermente verso ovest in maniera sufficiente da riportare il territorio piemontese nella sfera d'influenza del settore caldo. Si verifica un rialzo dello zero termico (da 2900 a 3500 metri sul Piemonte settentrionale) ed una precipitazione mista a sabbia. Il radiosondaggio di Milano Linate delle ore 00 UTC mostra un'atmosfera molto umida: i valori dell'umidità relativa sono superiori al 75% fino a 8000 metri ed si rileva un intenso flusso da sudovest a tutte le quote con una rotazione da est negli strati prossimi al suolo. Le precipitazioni si intensificano sul settore settentrionale a causa del contributo del sollevamento orografico del flusso meridionale perpendicolare alla catena alpina; si individuano due massimi lateralmente alla Val d'Ossola nella precipitazione cumulata su 12 ore dalle 00 alle 12 UTC . Nelle ore successive la precipitazione aumenta sul versante occidentale della Val d'Ossola e sulle Valli Orco e Stura di Lanzo in quanto le correnti tendono a disporsi da sudest a livelli sempre più alti;i radiosondaggi di Milano Linate del 13 Ottobre ore 12 UTC e del 14 Ottobre ore 00 UTC mostrano che lo strato con un forte flusso da sudest gradualmente si innalza fino a 850 e poi a 700 hPa. Sull’Ossola nel corso della giornata si sono registrate precipitazioni medie dell'ordine di 100-150 mm con punte massime di 276 mm a Lago Paione (Valle Bogna) e 269 mm a Varzo. L'intensità oraria media è stata di 15-20 mm/ora con punte localizzate superiori ai 40 mm/ora nelle suddette località. Nella notte tra Venerdì e Sabato le precipitazioni proseguivano con analoghe intensità estendendosi alle aree nord-occidentali della Provincia di Torino. Nella mattina di Sabato 14 i valori totali massimi raggiungevano 420 mm a Lago Paione, 372 mm a Pizzanco, 318 mm a Varzo e 215 mm a Ceresole Lago Agnel. Sabato 14 dalla saccatura si isola una circolazione depressionaria chiusa presente a tutte le quote che permane per tutta la giornata sul Mediterraneo occidentale. La struttura è ancora baroclina e il sistema frontale si mantiene pressoché stazionario. Il minimo al suolo evidenziato il giorno precedente si colma ma, a causa di una forte avvezione di vorticità ciclonica associata al "cutoff" in quota, un nuovo minimo si forma sulla Tunisia e tende a portarsi verso nord nel corso della giornata. Nel transito sul Mediterraneo verso il Golfo del Leone il minimo si approfondisce grazie all'apporto del calore latente che favorisce i fenomeni convettivi. Nella notte tra Sabato e Domenica il minimo si posiziona al largo delle coste mediterranee francesi, dove si registra una diminuzione di pressione di 10hPa in 12 ore, raggiungendo il suo valore più basso di 1002 hPa. I valori di pressione registrati dai barometri della rete della Regione Piemonte indicano un calo barico su tutto il territorio, in particolare nelle ultime 3 ore della giornata. La posizione del minimo determina un forte gradiente barico tra Val Padana occidentale e Costa Azzurra. Di conseguenza l'Italia nordoccidentale è interessata da forti correnti orientali nei bassi strati, che convogliano umidità anche dal Mare Adriatico verso il Piemonte. Il radiosondaggio di Cuneo Levaldigi delle ore 00 UTC del 15 Ottobre mostra uno strato compreso tra il suolo ed i 3500 metri di quota avente valori dell'umidità relativa prossimi alla saturazione e maggiori del 75% da 3500 metri a 8000 metri. Le precipitazioni sono diffuse su tutta la regione; le zone dove si verificano le maggiori intensità rimangono i versanti orientali della Val d'Ossola e le valli Sesia, Orco e Stura di Lanzo. Nella serata del 14 le precipitazioni avevano raggiunto un livello medio areale di 250 mm. I valori massimi fatti registrare dagli strumenti della rete regionale risultavano i seguenti: 580 mm a Lago Paione, 530 mm a Pizzanco, 420 mm a Varzo, 300 mm a Ceresole Lago Agnel, 280 mm a Ceresole Villa, 370 mm a Forno Alpi Graie e 400 mm ad Ala di Stura. Domenica 15 la circolazione depressionaria chiusa si porta gradualmente verso nord con centro in prossimità dei Pirenei a tutte le quote. Il sistema assume una struttura pressoché barotropica ma si approfondisce nuovamente durante il passaggio sul Mediterraneo. Lo spostamento verso nord della depressione consente alla parte fredda del sistema frontale di interessare l'Italia nordoccidentale, a partire dal settore meridionale in particolare sul Piemonte si ha una diminuzione di temperatura, a 700 hPa di 3/4°C in 18 ore, tra le 00 e le 18 UTC. L'afflusso di aria fredda determina una repentina sovrasaturazione dell'umidità preesistente e destabilizza ulteriormente l'atmosfera con l'innesco di fenomeni temporaleschi anche sulle zone di pianura. Il profilo termodinamico di Cuneo Levaldigi del 16 Ottobre alle ore 00 UTC presenta caratteristiche post-temporalesche di debole instabilità; in particolare si osserva una decisa diminuzione dei valori dell'umidità relativa in tutta l'atmosfera. Da questo radiosondaggio e da quello di Milano Linate effettuato nello stesso istante, si può osservare come si sia verificata, in corrispondenza dell'avvezione fredda, un calo della quota della tropopausa di circa 3000 metri in 12 ore. Le precipitazioni risultano sempre intense, con valori cumulati su 6 ore di oltre 100 mm e intensità orarie superiori ai 30 mm/ora, ma con i valori massimi distribuiti in modo più irregolare sui versanti prealpini nordoccidentali. Nella prima metà della giornata forti precipitazioni si sono registrate anche sui rilievi del basso Piemonte, dove l'effetto del fronte freddo si è manifestato prima. Lunedì 16, dopo il transito del fronte freddo nella giornata precedente, si ha una temporanea attenuazione dei fenomeni convettivi nella notte tra Domenica e Lunedì quando tutte le stazioni barometriche della rete regionale registrano un aumento di pressione. La circolazione depressionaria prosegue il suo moto verso nord e gradualmente si colma strutturandosi come una saccatura con asse sulla Francia. Le correnti in quota si dispongono da sudovest mentre permangono da sudest negli strati bassi. Questo comporta un nuovo afflusso di umidità verso il Piemonte, confermato dal radiosondaggio di Cuneo Levaldigi del 16 Ottobre delle 12 UTC che mostra un'atmosfera umida dal suolo fino a 5000 metri circa; dallo stesso profilo termodinamico si può notare la presenza di una più elevata instabilità potenziale. Il flusso di umidità alimenta nuovamente le precipitazioni, che risultano più intense sulle zone montane e pedemontane settentrionali a causa dell'interazione con l'orografia. Dalla nottata si indebolisce la circolazione a tutti i livelli ed il giorno seguente, in seguito all'espansione dell'anticiclone delle Azzorre verso il Mediterraneo, l'asse della saccatura si sposta verso Est e le correnti si dispongono da ovest-nordovest. In questo evento durato, per quanto riguarda la maggiore intensità delle precipitazioni, circa 80 ore (da Venerdì 13 alla mattinata di Lunedì 16), la situazione sinottica ha esercitato un ruolo preponderante, con la presenza di una profonda e vasta circolazione depressionaria con marcate caratteristiche barocline sull'Europa occidentale, un anticiclone di blocco sull'Europa orientale che ha determinato una persistenza della depressione e di forti flussi di aria umida dai quadranti meridionali. Sebbene le precipitazioni abbiano avuto un andamento abbastanza continuo tra venerdì e domenica, i fattori che ne hanno determinato lo sviluppo e l'intensità sono stati differenti nei tre giorni. Venerdì 13 e sabato 14 l'effetto di sollevamento orografico delle correnti umide si è rivelato determinante; Venerdì 13, in particolare, il flusso di aria umida si presentava intenso da sud, mentre sabato lo sviluppo di un minimo depressionario sul Golfo del Leone ha determinato un calo di pressione sul Piemonte e aumentato la componente da est del flusso negli strati medio-bassi. Domenica 15 invece si è avuto l'effetto destabilizzante dato dall'afflusso di aria fredda. L'instabilità convettiva classica non è stata il fenomeno principale di innesco delle forti precipitazioni; invece, come si è verificato anche in altri eventi intensi sul Piemonte, la forzante dinamica ha un ruolo determinante. A mesoscala hanno avuto un peso lo sviluppo di minimi barici locali sul Mediterraneo in prossimità dell'Italia nordoccidentale e la convergenza nei bassi strati delle masse di aria umida sulla catena alpina occidentale. L'esame della direzione dei flussi nei livelli bassi ha permesso di individuare, nei vari istanti, le zone in cui l'interazione tra il flusso e l'orografia era maggiore, con conseguente intensificazione delle precipitazioni.

Autore : Redazione MeteoLive

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