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Ultimissimi aggiornamenti serali: ancora una fase PERTURBATA e poi?

Nel corso della settimana corrente, una depressione andrà isolando un cut-off sul bacino centrale del Mediterraneo, responsabile di una nuova sventagliata perturbata condita da nuvolosità, piogge e isolati temporali a spasso per lo stivale ma durerà poco. Già da domenica 6 aprile una figura anticiclonica inizierà ad abbordare i settori italiani occidentali, traghettandoci verso il cuore tiepido e mite della primavera.

In primo piano - 2 Aprile 2014, ore 19.40

Situazione attuale: un vasto sistema nuvoloso abborda la penisola italiana a partire dalle aree più occidentali. Le avanguardie di questo ammasso di nubi è costituita da addensamenti posti a quota medio alta ma laddove la presenza del richiamo umido meridionale si fa più vigorosa, sono presenti già in questo momento precipitazioni e annuvolamenti più intensi. A muovere tutto questo, ci pensa una attiva depressione collocata sui settori occidentali dell'Europa, circolazione che nelle prossime ore muoverà i suoi primi passi verso oriente, determinando un cambiamento abbastanza diffuso delle condizioni atmosferiche su quasi tutto il Paese.

Gli step del passaggio perturbato: la depressione tenderà a trasferirsi già entro domani ai settori centrali del Mediterraneo, determinando un aumento consistente delle nubi soprattutto sui settori occidentali dello stivale. La Sardegna sarà la prima regione a risentirne, sperimentando l'arrivo di precipitazioni già dalla mattinata di domani.

Nel corso di venerdì 4 e sabato 5 le piogge si estenderanno anche ai settori centrali e meridionali dell'Italia, esse saranno generalmente moderate ma qualche temporale sarà possibile qua e la, soprattutto sulle estreme regioni meridionali. Al nord avremo effetti generalmente più modesti con prevalenza di ventilazione orientale a scapito di quella meridionale che invece sarà bene attiva sulle regioni del mezzogiorno.

Arrivo dell'anticiclone da domenica 6 aprile?

Questa sera più di ieri, le previsioni sembrano suggerire la distensione verso l'Italia di una zona d'alta pressione dalle origini nord-africane che dai settori occidentali del Mediterraneo si estenderebbero verso le aree centrali. Questa zona d'alta pressione garantirebbe il ritorno del bel tempo in modo diffuso su diverse aree del Paese. La presenza di alti geopotenziali alla quota di 500hpa sarebbe indizio di forti processi subduttivi dell'aria all'interno dell'anticiclone, con la creazione dei primi moderati caldi di stagione, essenzialmente circoscritti alle valli interne e le aree lontane dal mare. Nei settori costieri e marittimi al contrario potrebbero intervenire annuvolamenti a bassa quota, originati dal contrasto tra l'aria calda in quota portata dall'anticiclone e la superficie del mare ancora fredda. Residua instabilità resisterebbe solo sulle regioni meridionali, in via di graduale attenuazione.

Una parentesi anticiclonica dalla durata assai breve; nuovo cambiamento del tempo si profila dalle maglie previsionali del modello inglese già entro mercoledì 9 aprile.

Una nuova fase di tempo instabile sembra profilarsi già verso il termine della prima decade d'aprile, un cambiamento del tempo che porterebbe come conseguenza al ritiro dell'alta pressione ad iniziare dal nord. Una massa d'aria fresca riuscirebbe infatti a raggiungere i settori settentrionali italiani portando un calo delle temperature e delle precipitazioni segnatamente ai settori orientali, iniziando dal nord per poi proseguire sino al basso adriatico (giovedì 10 - venerdì 11).

L'alta pressione dal canto suo seguiterebbe a rimanere confinata ad ovest dell'Italia, determinando sul nostro territorio la persistenza di una circolazione tendenzialmente settentrionale dei venti, seppur inseriti in un contesto ciclonico.

EVOLUZIONE SUCCESSIVA a LUNGO TERMINE:

In merito alla seconda decade di aprile viene evidenziato uno spacco previsionale abbastanza netto tra il modello inglese ECMWF e quello americano GFS. Il prestigioso centro di calcolo europeo regala enfasi ad una nuova prolungata fase di instabilità primaverile, previsione che invece viene smentita dal modello americano che prevede sull'Italia e sull'Europa una azione anticiclonica più marcata.


Autore : William Demasi

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