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Ultimissime della sera: tutte le news nell'aggiornamento serale del modello europeo

Il periodo a cavallo tra la prima e la seconda decade di novembre trascorrerà con tutta probabilità sotto un tipo di tempo frequentemente condizionato dall'atlantico con le sue perturbazioni in un contesto progressivamente più fresco. Consueta incertezza domina a lungo termine, con alcune delle principali proiezioni modellistiche impegnate nel tentativo di proporre qualche percorso differente rispetto a quello già ben collaudato del piovoso atlantico.

In primo piano - 7 Novembre 2014, ore 20.30

Situazione attuale: giornata meteorologicamente divisa in due quella odierna, le regioni settentrionali dopo alcune giornate di forte instabilità, ritornano a sperimentare condizioni soleggiate, mentre i settori meridionali del Paese sono stati interessati da una depressione apportatrice di forti manifestazioni di instabilità ed anche una intensa ventilazione. Del tutto peculiare è stata infatti la formazione di un TLC, cioè di un vero e proprio "mini ciclone" dalle affinitià con quelli ben conosciuti dei climi tropicali.

Una pausa al maltempo che durerà lo spazio di una manciata d'ore.

Il weekend sabato 8 - domenica 9 novembre trascorrerà abbastanza tranquillo su gran parte dell'Italia. Una pausa al forte maltempo dei giorni scorsi verrà offerta dalla temporanea distensione anticiclonica che separa una circolazione ciclonica in allontanamento, da quella successiva che "spinge" di gran fretta sull'Europa occidentale. Questa situazione andrà regalando almeno per qualche ora, una piacevole fase soleggiata che permetterà di apprezzare un po' meglio queste giornate di novembre, in cui la stagione ormai avanzata regala di per sè già poche ore di luce nell'arco del giorno. Annuvolamenti intensi e qualche precipitazione (quest'ultima solo sulla Liguria), farà capolino al nord già da domenica 9 novembre, evento precursore alla fase di maltempo che dalla prossima settimana coinvolgerà gradualmente tutto il Paese.

Nuovo intenso peggioramento del tempo nel corso della prossima settimana.

Una nuova figura di bassa pressione approccerà allo stivale italiano lunedì 10 novembre, apportando precipitazioni intense dapprima sui settori nord-occidentali dello stivale. Particolarmente colpite in questa sede potrebbero risultare nuovamente la Liguria e l'alta Toscana, mentre precipitazioni meno abbondanti dovrebbero caratterizzare i settori alpini e prealpini. Tra martedì 11 e mercoledì 12, il maltempo guadagnerà anche le regioni centrali e meridionali, apportando anche qui delle nuove precipitazioni anche a sfondo temporalesco. Questa seconda depressione trascinerà con sè dell'aria un po' più fresca alle quote superiori, che potrà favorire segnatamente nella parte finale dell'evento (martedì 11 - mercoledì 12) delle precipitazioni nevose a quote non troppo alte lungo l'arco alpino. Possibile qualche fiocco di neve a fine evento anche nelle cime pià alte dell'Appennino centro-settentrionale.

L'evoluzione successiva asseconderebbe ancora una volta la persistenza di una situazione sinottica foriera di instabilità e precipitazioni che andrebbe susseguendosi lungo il nostro territorio ad intervalli regolari di tempo, pur con le fisiogiche pause tra il transito di una perturbazione e l'arrivo di quella successiva. L'avanzamento stagionale determinerebbe comunque un calo progressivo della temperatura per opera di una maggiore influenza delle masse d'aria fredda nord-atlantica.

Entro la seconda metà del mese le temperature alla quota di 850hpa (circa 1400 metri) stimate dal modello europeo, potrebbero scendere al di sotto della fatidica soglia dei +5°C, portando ad una flessione termica più avvertibile soprattutto al nord. Sotto questo punto di vista il modello europeo sposerebbe almeno in parte, un rientro dei valori termici IN MEDIA col periodo stagionale proprio entro la seconda metà della mensilità attuale, riducendo di molto il rischio di fenomeni intensi ed ulteriori episodi alluvionali.

A livello circolatorio generale, l'Italia risulterebbe comunque distante dall'influenza di qualsivoglia anticiclone di natura europea, mediterranea oppure oceanica
, anche sul lungo termine appare quindi probabile un mantenimento del regime circolatorio instabile.


Autore : William Demasi

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