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Ultimissime della sera: secondo atto dell'inverno pronto a far breccia sull'Italia, specie al nord

Nei prossimi giorni l'Italia verrà interessata dall'intervento di una massa d'aria più fredda dalle origini polari-marittime. Non avremo a che fare con valori di freddo eccessivi, trattasi di una normale fase di maltempo invernale questa volta con ripercussioni soprattutto sulle regioni settentrionali con NEVE a bassa quota. Sul finire del mese possibile un coinvolgimento più diretto anche delle regioni meridionali.

In primo piano - 16 Gennaio 2015, ore 21.00

Situazione attuale: tempo in peggioramento sulle regioni settentrionali del Paese, l'avvicinamento di una depressione veicolante aria fredda polare-marittima, determina condizioni nuvolose soprattutto sulle regioni settentrionali e su parte di quelle centrali. Schiarite al meridione. Il contesto termico è ancora molto mite, con ventilazione tesa di Scirocco lungo le coste del versante tirrenico. Mari molto mossi.

Ribasso delle temperature nel weekend a partire dalle regioni settentrionali.

In queste ore un peggioramento delle condizioni atmosferiche sta riguardando i settori settentrionali del Paese, sferzati da un'impetuoso rinforzo della ventilazione sciroccale a precedere la discesa delle temperature che andrà manifestandosi già dal prossimo weekend (sabato 17 - domenica 18) sulle regioni settentrionali. Aria più fredda di origine polare-marittima verrà infatti trascinata sul Mediterraneo dal transito del sistema frontale, apportando condizioni atmosferiche più invernali (ma senza eccessi) proprio a partire dalle regioni settentrionali italiane.

Circa l'estensione dell'area depressionaria tra Europa e Mediterraneo, il modello europeo mostra una maggiore incisività dell'anticiclone delle Azzorre sulla penisola Iberica. Così facendo, diminuirebbero un po' le probabilità d'avere un cospicuo contributo di neve sulle montagne del nord soprattutto per quanto riguarda la fase perturbata prevista giovedì 22 dal modello americano, in questa sede confermata solo in parte dal centro di calcolo europeo.

Nel frattempo la Russia settentrionale e la penisola Scandinava orientale sarebbero sotto la protezione di un'alta pressione di tipo termico con temperature in forte abbassamento e condizioni di gelo. Sempre secondo il modello europeo, la formazione dell'anticiclone termico potrebbe divenire realtà già attorno le 120 ore, riferendoci quindi alla giornata di mercoledì 21 gennaio.

Coerentemente con quanto previsto dagli scorsi aggiornamenti, anche oggi il centro di calcolo europeo conferma il mantenimento di un'azione di disturbo a carico del Vortice Polare, il lobo canadese del vortice manterrebbe una posizione "arricciata" e distante dalle coste europee, nonostante oggi la sua intensità sia vista un po' più forte rispetto all'aggiornamento di ieri.

Sull'Europa occidentale e sul bacino centrale del Mediterraneo viene vista una maggiore influenza instabile portata dalle correnti fredde di origine nord-atlantica
. Queste correnti sarebbero costrette a scivolare su latitudini più meridionali poichè incontrando masse d'aria gelide su Russia e Scandinavia, avrebbero molta difficoltà adf avanzare verso le zone interne del continente, portando quindi il loro carico di instabilità sull'Europa mediterranea.

Tra penisola Scandinava e territorio russo, andrebbe consolidandosi sempre più, un'area anticiclonica di tipo termico, cioè legata al peso stesso dell'aria gelida negli strati prossimi al suolo. L'anticiclone termico potrebbe raggiungere il ragguardevole valore barico al suolo di 1050mb, frenando l'avanzata delle correnti occidentali legate ad un possibile rinforzo della semipermanente d'Islanda prevista entro la fine di gennaio. (previsione da confermare)


Autore : William Demasi

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