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Ultimissime della sera: la primavera prosegue tra interludi anticiclonici e parentesi perturbate

In sintesi, ecco l'evoluzione prevista in Europa nei prossimi dieci giorni, basandoci sulla previsione del modello europeo.

In primo piano - 30 Marzo 2018, ore 21.30

Il weekend lungo di Pasqua e Pasquetta, trascorrerà in compagnia di una figura altopressoria a carattere temporaneo, appena 48 ore che saranno comunque più che sufficienti a "salvare" la festività dalle nubi e dalle precipitazioni che concederanno una tregua soprattutto sui settori occidentali del nostro Paese. L'apice di questo breve periodo di tempo stabile verrà raggiunto con lunedì 2 aprile, probabilmente la giornata migliore della prossima settimana.

Nella prima decade di aprile assisteremo ad un profondo cambio di circolazione. L'abbandono definitivo delle sinottiche cosiddette "invernali", il fronte polare è previsto in rialzo di latitudine soprattutto sui settori europei dell'est, laddove le temperature subiranno un aumento di diversi gradi, una vera e propria esplosione di primavera. I nostri episodi di tempo instabile saranno quindi interamente affidati ai capricci delle perturbazioni oceaniche.

Il continente europeo continuerà a subire le influenze portate da una circolazione di venti occidentali che faranno capo ad una vasta circolazione depressionaria collocata sull'oceano Atlantico.

Una nuova fase di tempo instabile viene preventivata dal modello europeo tra martedì 3 aprile e giovedì 5, perturbazione che dovrebbe interessare soprattutto le regioni settentrionali ed in parte quelle centrali, porterà con sè una nuova, modesta flessione delle temperature che si farebbe sentire soprattutto in quota, in un contesto comunque primaverile, movimentato e turbolento, vi sarebbe spazio anche per dei nuovi temporali. 

Spingendo il nostro sguardo a lungo termine, l'analisi del modello europeo suggerisce la persistenza di una figura depressionaria piuttosto complessa sull'Europa occidentale, il nostro Paese continuerebbe a risultare vulnerabile da tali circolazione, mentre i settori europei orientali, nonchè il Mediterraneo orientale, ricadrebbero più facilmente sotto l'influenza delle circolazioni calde inserite in un contesto tendenzialmente anticiclonico (da confermare).

Seguite gli aggiornamenti su meteolive.it


Autore : William Demasi

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