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Ultimissime della sera: la prima batosta all'alta pressione FORSE entro la fine di luglio

Sole e caldo ci terranno compagnia ancora diverse giornate; un cambiamento del tempo potrebbe intervenire sul Mediterraneo negli ultimi giorni di luglio. Vediamo nel dettaglio.

In primo piano - 16 Luglio 2015, ore 21.00

Situazione attuale: giornata di sole e caldo su tutto il nostro Paese, qualche isolata manifestazione di instabilità ad evoluzione pomeridiano-serale concentrata soprattutto sulle Alpi e le Prealpi, per il resto poco da segnalare. Ventilazione ancora debole a regime di brezza, valori termici ancora elevati sia al suolo, sia in quota.

Il bacino del Mediterraneo ancora influenzato dalla heat wave africana.

Nessuna sostanziale novità per quanto riguarda l'evoluzione attesa sull'Italia in questo scorcio di luglio, la circolazione atmosferica sarà ancora condizionata dalla presenza di un vasto anticiclone dalle origini nord-africane ma parzialmente sostenuto da una componente azzorriana a livello del suolo. Ne risulta una figura barica dalla struttura piuttosto solida e dalle ottime garanzie di durata. La parte più calda della heat wave andrà concentrando i suoi effetti sul Mediterraneo centrale ed occidentale, nonchè sui settori europei orientali, costretta ad espandersi verso queste zone dal tiraggio della corrente a getto occidentale che scorre vivace oltre il 50° grado di latitudine nord.

Spiragli di cambiamento negli ultimi giorni di luglio.

L'alta pressione potrebbe accusare segnali di maggiore cedimento con l'arrivo della terza ed ultima decade di luglio, momento in cui una vistosa depressione ricolma d'aria fresca oceanica farebbe breccia dapprima sui settori occidentali del continente, poi forse anche su quelli centrali ed il Mediterraneo.

Inerzia atmosferica.

Dopo un lungo periodo d'alta pressione nel quale le temperature restano di molti gradi sopra la norma, rimane sempre lecito domandarsi PERCHÈ l'atmosfera dovrebbe compiere tanto sforzo. Perchè interrompere (in tempi brevi) una circolazione radicata di caldo, quando quest'ultima potrebbe mantenersi molto tempo, senza implicare un grosso dispendio di energia da parte dell'atmosfera stessa? Tutta questione di inerzia; grazie al consolidarsi di anomalie che tracciano una via preferenziale percorsa da masse d'aria calda o fredda, l'atmosfera tende a scegliere la via della PRESERVAZIONE piuttosto che orientarsi verso altri percorsi che implicherebbero la messa in gioco di forze assai più elevate.

In sostanza questa è e rimane una delle domande che più affligge il previsore di turno che in questo momento abbia l'arduo compito di tracciare una linea di tendenza rivolta a lungo termine.

Seguite gli aggiornamenti.


Autore : William Demasi

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