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Ultimissime della sera: l'aria instabile oceanica a due passi dall'Italia, a rischio le regioni settentrionali

Nonostante la persistenza dell'alta pressione sul Mediterraneo, nei prossimi giorni il flusso di correnti occidentali di derivazione oceanica tenderà a scendere notevolmente di latitudine, aprendosi un varco sui settori europei centrali ed occidentali. Potrebbe persino aprirsi un varco in corrispondenza del golfo del Leone. Ecco quali potrebbero essere le conseguenze sul nostro Paese.

In primo piano - 19 Luglio 2015, ore 21.00

Negli articoli dei giorni scorsi, ci siamo ritrovati a descrivere l'intenso passaggio frontale a sfondo temporalesco previsto in Italia nell'ultimo weekend del mese, utilizzando sempre il condizionale. Un tono ed un modo di scrivere che è stato talvolta criticato ma che trova un significato di senso compiuto nei recenti aggiornamenti che pongono ancora una volta il nostro Paese in una posizione assai delicata; l'ingresso della perturbazione troverà infatti notevoli difficoltà a fare il proprio franco ingresso sul Mediterraneo, una situazione che sospettavamo già i giorni scorsi e che adesso trova conferma dai recenti aggiustamenti in ambito predittivo/previsionale.

Perchè la perturbazione avrà difficoltà ad entrare sul Mediterraneo?

Quando un situazione di calura interessa l'Europa per molte giornate consecutive, la ragione di tale persistenza è quasi sempre da ricercare nell'innalzamento delle fasce anticicloniche subtropicali che rende assai difficoltosa la penetrazione di una perturbazione verso i settori meridionali europei, inclusa quindi anche l'Italia. Non c'è soltanto questo aspetto; andrebbe infatti valutato con attenzione l'impatto che l'intenso surriscaldamento del Mediterraneo può avere nel condizionare la circolazione a livello locale. Ci riferiamo alla famigerata "resistenza anticiclonica", che più di una volta ha messo in crisi modelli e previsori che tentano di comprendere in quale modo (e con quali tempistiche) possa verificarsi la famigerata rottura stagionale dopo un periodo di persistente anticiclone.

Per adesso la risposta a tale domanda è ancora di difficile risoluzione, quello che possiamo limitarci a dire è che nei prossimi giorni il nostro anticiclone tenderà ad essere "piallato", confinato a latitudini sempre più basse da quello che appare come un vero e proprio rinforzo delle westerlies occidentali. Sotto l'impeto di tale rinforzo, la prima zona del Mediterraneo a risentirne potrebbe essere il golfo del Leone, seguito a ruota dalle regioni settentrionali che potrebbero sperimentare condizioni atmosferiche di crescente instabilità.

Seguite i prossimi aggiornamenti.


Autore : William Demasi

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