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Ultimissime della sera: inverno sempre più vicino

Conclusa la parentesi di grande mitezza che ci accompagnerà nelle festività natalizie, il giorno di Santo Stefano (venerdì 26) rappresenterà il punto di avvio di alcune importanti dinamiche circolatorie, responsabili finalmente dell'esordio invernale sull'Europa occidentale. Vediamo nel dettaglio.

In primo piano - 23 Dicembre 2014, ore 21.00

Situazione attuale: giornata di assoluto dominio anticiclonico su tutto il Paese. Cieli sereni e sgomberi da nubi lungo le Alpi e l'Appennino, addensamenti compatti sulle coste tirreniche, nebbie diffuse e persistenti sulla Valpadana ad esclusione del Piemonte e dell'ovest Lombardia. Sereno o poco nuvoloso lungo le coste dell'Adriatico e sulla Sicilia, variabile in Sardegna. Temperature attestate su valori molto miti specie alle quote superiori. Freddo umido in Valpadana.

Gli ultimi giorni dell'anticiclone.

Con la conclusione della giornata odierna, martedì 23 dicembre, l'alta pressione responsabile delle atmosfere stagnanti sulle pianure, ma anche delle belle (e tiepide) giornate di sole in montagna, andrà perdendo rapidamente vigore. Ne conseguirà un generale ritocco verso il basso delle temperature in quota, che tenderà a manifestarsi già da domani, mercoledì 24, Vigilia di Natale. Momento topico di questa delicata fase atmosferica, le festività natalizie rappresenteranno un po' lo spartiacque tra l'abbandono delle vecchie circolazioni di natura occidentale ed oceanica, con quelle del tutto nuove che andranno manifestandosi nella parte finale di dicembre.

L'arrivo del freddo sull'Italia e sull'Europa.

Venerdì 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, andranno manifestandosi sul nostro Paese alcune importanti modifiche alla circolazione atmosferica generale: l'alta pressione delle Azzorre tenderà infatti ad elevarsi lungo i meridiani dell'oceano, favorendo sull'Italia una discesa d'aria fredda di origine polare. L'arrivo del freddo che impegnerà l'Italia tra Santo Stefano e sabato 27, rappresenterà il prodotto finale di un'azione di disturbo a carico del Vortice Polare. Dinamiche complesse che prevedono sostanzialmente una trasmissione d'onda che dall'oceano Pacifico (Wave 1) giunge all'oceano Atlantico, attraverso l'elevazione della famigerata Wave 2, attrice protagonista dei nostri inverni europei.

La neve sul nostro Paese.

Saranno sostanzialmente due le occasioni per neve a bassa quota sull'Italia da qui alla fine del mese: la prima sarà quella attesa nella notte tra venerdì 26 e sabato 27, impegnando soprattutto i settori orientali dello stivale, cioè le aree del versante adriatico.

La seconda occasione per neve sarà rappresentata dall'ingresso di una perturbazione nord-atlantica che investirà le regioni settentrionali nella giornata di domenica 28. L'anticiclone delle Azzorre in posizione assai protesa verso nord, favorirà il distacco di una depressione che, muovendosi rapidamente dai settori groenlandesi verso sud-est, investirà dapprima il Regno Unito (sabato 27) e poi le regioni settentrionali italiane (domenica 28). Giunta sull'Italia, l'aria umida convogliata dalla depressione tenderà a sovrascorrere al di sopra di un modesto cuscino d'aria più fredda che sarà presente in Valpadana. La neve sarebbe assicurata sull'angolo nord-occidentale, qualche riserva in più per i settori nord-orientali.

LUNGO TERMINE.

Volgendo lo sguardo alle lunghe distanze previsionali, l'alta pressione oceanica andrebbe perdendo la radice subtropicale, originando quello che in meteorologia può essere definito come "cut-off anticiclonico", cioè una cellula d'aria più calda e stabile intrappolata alle alte latitudini, stritolata dall'azione delle masse d'aria più fredda tutte attorno. In tal modo gli impulsi di instabilità atlantica e l'aria fredda di origine continentale, potrebbero aggirare l'ostacolo dell'alta pressione, stringendosi in un "abbraccio" sul bacino del Mediterraneo e l'Europa meridionale.

Trattasi ovviamente di una linea di tendenza ancora tutta da verificare.

 


Autore : William Demasi

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