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Ultimissime della sera: instabilità invernale anche tra gennaio e febbraio?

Uno sguardo all'evoluzione atmosferica prevista dal modello europeo sino ai primissimi giorni di febbraio 2015; verrà smentita o confermata la migrazione di vorticità dai settori canadesi a quelli europei? Seguite l'aggiornamento per scoprirlo.

In primo piano - 20 Gennaio 2015, ore 21.00

Situazione attuale: giornata dalle molte facce a seconda del settore d'Italia preso in considerazione. Senza dubbio le regioni d'Italia ad aver oggi sperimentato le condizioni più instabili, sono state quelle estreme meridionali, Sicilia, Puglia, Basilicata. Altrove sono prevalse condizioni di nuvolosità sparse, associate a sporadiche precipitazioni. Schiarite più ampie soprattutto al nord, dove la temperatura è risultata mediamente più fredda. Ventilazione tendenzialmente settentrionale, ad esclusione delle regioni meridionali, ancora alle prese con Scirocco e Libeccio.

Aria instabile polare-marittima in azione sul Paese.

Nei prossimi giorni l'Italia risulterà ancora interessata da una circolazione di aria instabile i cui effetti tenderanno ad essere più sensibili in un primo momento sulle sole regioni settentrionali, per poi trasferirsi gradatamente al meridione col passare dei giorni. L'aria più fredda legata a tali disturbi, tenderà a traferirsi soltanto con gradualità verso i settori di basso Mediterrraneo. Prima di tale migrazione, le regioni settentrionali d'Italia verranno interessate da un impulso d'instabilità che, tra la serata di domani, mercoledì 21 e la mattinata di giovedì 22, riuscirà a portare la neve sino a quote molto basse, segnatamente sull'angolo nord-occidentale.

I maggiori accumuli a bassa quota riguarderanno essenzialmente il Piemonte ed il versante padano dell'Appennino Ligure, mentre altrove la quota neve sarà attestata dai 600-800metri delle regioni di nord-est ai 1000-1200 delle regioni centrali italiane. Sporadici episodi di instabilità sparsa anche al meridione.

Proprio il meridione d'Italia tenderà ad essere coinvolto in modo più diretto dalle nubi e dalle precipitazioni da venerdì 23 gennaio sino ai primissimi giorni della prossima settimana, momento in cui assisteremo ad una migrazione dei poli depressionari dai settori centro-occidentali del Mediterraneo a quelli centro-orientali peninsulari.

Riguardo alle medie ed alle lunghe distanze previsionali infine, pare confermato anche dal centro di calcolo europeo la linea di tendenza che porterebbe ad un trasferimento di vorticità dai settori canadesi a quelli europei, con risvolti ancora tutti da valutare. Secondo gli attuali aggiornamenti, l'Italia potrebbe trovarsi esposta ad un flusso molto teso di correnti nord-occidentali in un contesto però di tipo ciclonico e quindi poco stabile.

Gli effetti di tale circolazione sarebbero inizialmente concentrati ai settori adriatici del Paese ed alle regioni di mezzogiorno
. L'alta pressione delle Azzorre manterrebbe una posizione defilata sull'oceano Atlantico, lambendo appena i settori occidentali del vecchio continente. (previsione da confermare)


Autore : Willism Demasi

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