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Ultimissime della sera: cosa ci riserveranno la seconda e la terza decade di ottobre?

Diamo uno sguardo alla possibile linea di tendenza emessa dal modello europeo tra la seconda e la terza decade ottobrina. Finirà il periodo delle grandi piogge sull'Italia settentrionale? l'instabilità raggiungerà anche su altri settori del Paese? Vediamo nel dettaglio.

In primo piano - 10 Ottobre 2014, ore 21.30

Situazione attuale: col passare dei giorni, quello che è andato configurandosi come un vero e proprio "blocco" alla circolazione occidentale, ha purtroppo portato portato le sue pesanti conseguenze sul tempo delle regioni settentrionali. Già flagellata da diverse ore di intensi temporali, la Liguria durante la serata di giovedì 9 ottobre è stata nuovamente investita da un paio di violentissimi sistemi temporaleschi che hanno portato consegenze alluvionali sui settori centro-est cittadini. Nelle aree interne gli accumuli di pioggia superano i 600 millimetri in 36 ore, lungo le zone costiere gli accumuli superano i 400 millimetri totali dall'inizio dell'evento. Le precipitazioni hanno riguardato anche altri settori del settentrione ma senza conseguenze. Tempo buono al centro ed al sud. Ovunque lo Scirocco ha portato temperature assai calde per il periodo.

Cosa è successo nelle ultime ore sulla Liguria? Da dove hanno tratto origine manifestazioni temporalesche tanto intense e persistenti?

La maggior parte delle alluvioni italiane traggono origine da quelle che in meteorolgia vengono definite come situazioni di "blocking", cioè un sostanziale arresto o forte indebolimento della corrente a getto occidentale che, scorrendo ad alta quota, determina l'evoluzione delle figure bariche da ovest verso est. Quando questo tipo di dinamiche vanno in crisi, gli scambi termici tra diverse masse d'aria tendono a verificarsi lungo i meridiani, vengono messi in moto spostamenti di masse d'aria da nord verso sud o viceversa, e questo può determinare soprattutto d'autunno, la persistenza di sistemi nuvolosi anche temporaleschi su di una zona circoscritta di territorio, con conseguenze che possono divenire anche alluvionali.

In questo frangente gli intensi temporali che hanno interessato Genova nelle ultime 24 ore, sovente definiti di tipo autorigenerante, traggono origine dall'incontro scontro tra lo Scirocco caldo e umido e l'aria più fresca in arrivo dalla Valpadana lungo alcune valli poste perpendicolarmente alla linea costiera.

Ne deriva la realizzazione di un'aspra convergenza attraverso la quale le ventilazione sciroccale risale verso l'alto come se improvvisamente avesse trovato un trampolino di lancio. Questa dinamica è in grado di autosostenersi e può rinnovare continuamente la formazione di cumulonembi e intense precipitazioni. L'apporto umido dello Scirocco è altresì responsabile dell'incredibile abbondanza di precipitazioni al di sotto di queste nubi temporalesche, con accumuli di diverse centinaia di millimetri nel giro di poche ore.

Cosa uccederà nei prossimi giorni?

Purtroppo la situazione di blocking non è destinata ad esaurirsi in breve tempo e potrà ancora determinare episodi temporaleschi nel fine settimana ed ancor più tra lunedì 14 e martedì 15 ottobre. Il braccio di ferro portato dai tentativi della depressione di avanzare verso est, rinnoverà una situazione di attenzione per quanto concerne il tempo previsto sulle regioni settentrionali e soprattutto sulla Liguria, laddove masse d'aria molto calde ed umide trasportate dal vento di Scirocco, manterranno elevati alcuni dei parametri fondamentali all'innesco di forti temporali.

Un'altra situazione di potenziale criticità potrebbe consumarsi proprio tra lunedì 14 e marted' 15 ottobre, quando la trama barica al livello del suolo tenderà ad inasprirsi e la ventilazione di Scirocco in viaggio dal Tirreno al mar Ligure diverrà ancora più tesa.

Evoluzione successiva: dando adito all'aggiornamento serale del modello europeo e spingendo il nostro sguardo oltre metà mese, non sembrano profilarsi ulteriori episodi di forte maltempo come quelli avuti in questi giorni sull'Italia settentrionale. Il modello europeo continua per la sua strada, discostandosi nettamente dalla previsione degli americani, assai più simpatizzante sul proseguimento di una fase instabile in grado di estendersi anche al resto del Paese.

Laddove il modello americano colloca l'Italia in una situazione di instabilità, il centro di calcolo con sede a Reading (UK) propende per l'espansione di una zona anticiclonica molto strutturata a diversi livelli atmosferici. Ne deriverebbe una nuova fase di tempo buono e stabile, accompagnato ancora una volta da temperature ben superiori alla media stagionale.

L'anticiclone in questione inizierebbe già da giovedì 16 ottobre a porre le proprie basi sul suolo italiano e sul bacino del Mediterraneo, rinforzando ulteriormente nei giorni a venire. L'apice verrebbe raggiunto tra sabato 18 e lunedì 20 ottobre, quando un netto rinforzo delle vorticità zonali (provenienti dall'oceano come frutto diretto del freddo canadese) distenderebbero l'alta pressione su tutto il Mediterraneo centrale ed occidentale, che finirebbe per occupare anche una buona fetta dell'Europa centrale.

Vedremo se con i prossimi aggiornamenti avremo modo di confermare o smentire questa previsione.


Autore : William Demasi

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