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Ultimissime della sera: cercando un cambiamento...

Avvalendoci della previsione serale del modello europeo, cercheremo di trovare una via di uscita ad una stagione invernale che sino a questo momento, ha presentato scarsi apporti di neve soprattutto sulle regioni settentrionali. Discorso diverso per le regioni dell'estremo sud, reduci da una parentesi di maltempo invernale come non si vedeva da molti anni. Ma cerchiamo di fare più chiarezza sulla situazione, trovando una possibile via di fuga ad una situazione di stallo.

In primo piano - 9 Gennaio 2015, ore 21.00

Situazione attuale: nuvolosità irregolare concentrata soprattutto al centro e sud Italia, laddove sono stati presenti annuvolamenti anche consistenti di tipo basso marittimo. Sule regioni settentrionali velature estese ma anche schiarite soleggiate, qualche nube bassa solo su Liguria e Toscana. Favonio sulle Alpi con tempo incerto sui rilievi di confine. La temperatura si è presentata molto mite ovunque, la ventilazione è risutlata debole variabile con rinforzi di Favonio su Alpi e Valpadana.


 
Surriscaldata anticiclonica.

Già in queste ore l'Italia risulta interessata da un potente riscaldamento della temperatura operato da una massa d'aria molto mite di origine atlantica. Questa massa d'aria, scavalcando il baluardo imposto dall'arco alpino, tende a surriscaldarsi ancora di più, lasciando in eredita' una vistosa anomalia termica positiva che caratterizzerà soprattutto la giornata di domani, sabato 10 gennaio, interessando i bacini settentrionali del Mediterraneo.

Rapido passaggio instabile tra domenica 11 e lunedì 12.

Questo riscaldamento della temperatura avrà breve durata; a distanza di poche ore infatti è atteso l'arrivo di un impulso instabile che investirà soprattutto i settori orientali dello stivale. Domenica 11 un abbassamento della temperatura associato ad annuvolamenti e precipitazioni nevose a quote medie, riguarderà i settori nord-orientali italiani, mentre lunedì 12 gli effetti di questo impulso riguarderanno essenzialmente il meridione.

Uno "strappo" alla corrente a getto, permetterà l'infiltrazione di questo piccolo "pacchetto" d'aria fredda indirizzata alle medie latitudini del Mediterraneo. Esso avrà una durata limitata, la tensione zonale resterà elevata e l'alta pressione delle Azzorre sarà pronta a riconquistare il terreno perduto già da martedì 13.

Incertezza sul futuro, arriverà la neve sulle montagne del nord?


Una possibile svolta per quanto riguarda lo scarsissimo innevamento presente sui rilievi delle regioni settentrionali (comprese le Alpi), potrebbe arrivare entro venerdì 16 gennaio, quando l'Italia potrebbe essere investita da una perturbazione atlantica veicolante aria più fredda artico-marittima alle quote superiori.

Tale situazione non trova ancora una conferma dal centro di calcolo americano, il quale prevede l'ingresso di questa perturbazione attraverso una traiettoria molto più orientale. Se avesse ragione il centro di calcolo d'oltreoceano, le nostre regioni settentrionali italiane sarebbero condannate ad un Favonio freddo con nevicate abbondanti sui versanti esteri ed ancora una cronica mancanza di neve sui nostri versanti.

Il nostro augurio è che la previsione del modello europeo possa avere una chance maggiore di realizzazione. L'ingresso della perturbazione dai quadranti occidentali regalerebbe finalmente "una boccata d'ossigeno" alla stagione sciistica 2014-2015, pesantemente in crisi sia per la mancanza di neve, sia per le temperature elevate.

Sulle lunghe distanze previsionali, il centro di calcolo europeo pone risalto all'intervento di una fase più instabile e fredda che metterebbe in gioco masse d'aria d'estrazione nord-atlantica.


Autore : William Demasi

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