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Ultimissime della sera: braccio di ferro Africa-Oceano ben presto sui nostri schermi?

Superata la prima metà di giugno, l'intervento di una nuova circolazione instabile di natura oceanica, potrebbe avere l'effetto collaterale di scatenare le ire dell'anticiclone africano su parte del nostro territorio nazionale. Vediamo nel dettaglio cosa potrebbe succedere e cosa dovremo aspettarci.

In primo piano - 8 Giugno 2016, ore 21.00

Uno sguardo all'evoluzione atmosferica attesa dopo la prima metà di giugno, mette ancora in evidenza una forte attività ciclonica di stampo oceanico sull'Europa; in questo frangente potremo assistere alla nascita di una depressione assai intensa ed organizzata a formare una vera e propria “saccatura” pronta a dispensare forti manifestazioni temporalesche sui settori occidentali del nostro continente (Penisola Iberica – Francia).

Sull'Italia potrebbero invece scatenarsi le ire dell'anticiclone africano, disturbato nella sua quiete e costretto a risalire di parecchi gradi di latitudine nord dall'intenso richiamo prefrontale sul bordo avanzante della depressione sopraccitata.

Trattasi questo di uno schema atmosferico già visto e rivisto numerose volte nel recente passato; quando si entra a pieno merito nel periodo di competenza dell'estate meteorologica, vere e proprie “crisi” della corrente a getto impediscono alle depressioni provenienti dall'oceano di impadronirsi dell'Europa, limitandosi così ad interessarne i lembi più occidentali e scatenando sul Mediterraneo (soprattutto settori centrali ed orientali) rimonte anticicloniche africane molto tenaci, inserite in un contesto cosiddetto “prefrontale”.

Tale situazione potrebbe verificarsi proprio sul bacino del Mediterraneo appena superata la prima metà di giugno; gli effetti in termini di calura e solleone si farebbero però sentire soprattutto sulle regioni centrali e meridionali (Sardegna inclusa) laddove le prime stime dal centro di calcolo europeo, ipotizzano valori termici di tutto rispetto, con picchi oltre +25°C alla quota di 850hpa (circa 1500 metri). Trattasi quindi di un'ondata di calore classificabile come FORTE, che sarebbe in grado di portare la colonnina di mercurio sin oltre I 40°C nelle zone interne e lontane dal mare.

Lungo le coste proprio la presenza di una superficie marina ancora abbastanza fresca, limiterebbe oltremodo l'impennata delle temperature portata da questa ondata di calura che dovrebbe ancora scontrarsi con la presenza di una circolazione “refrigerante” piuttosto attiva, rappresentata dalle famigerate brezze marine.

Il settentrione potrebbe invece venire a trovarsi nel famigerato lato ascendente della saccatura, laddove corrente a getto polare e corrente a getto subtropicale si stringono in un forte abbraccio. Ne scaturirebbero contrasti atmosferici intensi e vigorosi, con alcune importanti manifestazioni temporalesche pronte ad interessare Alpi, Prealpi e Valpadana.

Conferme o smentite nei prossimi aggiornamenti.


Autore : William Demasi

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