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Ultimissime della sera: anticiclone sull'Italia con disturbi al nord?

Confermata la previsione di ANTICICLONE anche dal modello europeo, con lo spettro dell'instabilità che potrebbe tuttavia farsi sentire sulle regioni del nord.

In primo piano - 15 Giugno 2015, ore 21.00

L'aggiornamento serale del modello americano CONFERMA il probabile intervento di una nuova fase anticiclonica di natura oceanica che sarà pronta ad interessare il nostro Paese già dalla seconda metà della settimana, con effetti dapprima al nord e sui versanti tirrenici, poi anche sulle regioni meridionali tra la fine della seconda e l'esordio della terza decade di giugno. Avendo origine oceanica, l'anticiclone limiterà l'impennata della colonnina di mercurio, mantenendo i valori termici allineati alle medie stagionali, con valori di caldo moderato soprattutto nelle ore pomeridiane e sulle zone interne.

Sino a questo punto la previsione resterebbe in accordo con quanto attualmente previsto dal modello americano ma se volgiamo il nostro sguardo su maggiori distanze previsionali, viene dato risalto ad una soluzione previsionale differente; laddove il modello americano farebbe entrare sul Mediterraneo una nuova figura di bassa pressione, il centro di calcolo europeo, pur evidenziando anch'esso un probabile cedimento del campo anticiclonico sull'ovest Europa in terza decade di giugno, confinerebbe gli effetti di tale depressione ai soli settori occidentali europei. 

In tal modo sarebbero scarse le ripercussioni sullo stato del tempo italiano, il nostro stivale assisterebbe ad un proseguimento della fase stabile anche in terza decade, seppur "sporcata" da qualche episodio temporalesco sulle regioni del nord. In questo settore infatti, seppur con modalità differenti, viene messo in evidenzia da ambo i modelli un campo anticiclonico meno coriaceo, con la possibilità d'avere qualche episodio di instabilità che, secondo il modello americano guadagnerebbe anche le pianure, secondo il centro di calcolo europeo resterebbe confinato alle aree Alpine e Prealpine.

Evoluzione da confermare, seguite gli aggiornamenti.


Autore : William Demasi

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