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Ultimissime della sera: ancora una persistenza dell'anticiclone sul Mediterraneo

Facciamo un passo avanti e poi due passi indietro a favore dell'inverno: per il momento la stagione non decolla. Secondo la linea di tendenza espressa dal modello americano, sull'Europa avremo ancora scarsa dinamicità atmosferica attesa entro i prossimi 7-10 giorni.

In primo piano - 9 Dicembre 2015, ore 21.00

Situazione attuale: l'anticiclone riconquista il terreno perduto dall'insidiosa circolazione di bassa pressione che ci ha interessati i giorni scorsi. Ritorna quindi la quiete atmosferica fatta di belle giornate assolate in montagna e lungo le coste, un ritorno prepotente della nebbia sulla Valpadana ed alcune delle valli interne. Prosegue purtroppo il pesante deficit precipitativo che ormai affligge da molte settimane il nostro Paese (specie i settori settentrionali) con le Alpi affette da un vistoso deficit di accumulo nevoso. Temperature ancora stazionarie attestate su valori miti, ventilazione debole o assente. 

Alta pressione ancora protagonista del palcoscenico atmosferico mediterraneo.

Sono poche le novità attese sul nostro Paese nel periodo a cavallo tra il termine della prima e l'esordio della seconda decade dicembrina, l'alta pressione continuerà infatti a governare il tempo dei settori meridionali d'Europa e del bacino del Mediterraneo. In questo caso i valori geopotenziali e la stima delle temperature previste alle quote superiori, saranno ancora piuttosto miti ma non più così eclatanti come alcune delle fasi che hanno contraddistinto il recente passato. Seppur contemplando un andamento termico ancora superiore alla media, il surplus di calore dovrebbe quindi essere abbastanza contenuto. 

Una frenata della corrente a getto, ma non sarà ancora sufficiente. 

L'esordio della seconda decade dicembrina sarà contraddistinta anche da una certa frenata della corrente a getto che agevolerà un appianamento almeno parziale della differenza di pressione e di temperatura esistente tra la fascia delle medie e la fascia della alte latitudini. In buona sostanza la corrente a getto, almeno in parte, rallenterà la sua folle corsa verso il cuore del continente euroasiatico. Qualche modesta ondulazione potrebbe quindi coinvolgere anche l'Europa ma gli effetti in termini pratici sul nostro territorio potrebbero ancora una volta risultare poco incisivi. 

Lungo termine: ancora poche prospettive. 

Il rallentamento della corrente a getto potrebbe portare ad "una caduta" dello stesso in corrispondenza del settore euroasiatico, agevolando così un raffreddamento abbastanza sensibile della temperatura sulla Penisola Scandinava ed il nord-est europeo. Aria fredda "messa in stiva" e pronta (eventualmente) ad essere utilizzata in un periodo successivo. Nel frattempo proseguirebbe il dominio dell'anticiclone sul Mediterraneo, poche e rare le variazioni sul tema. 

Seguite i prossimi aggiornamenti. 


Autore : William Demasi

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