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Tutto sul peggioramento del 2 gennaio

E' attesa la perturbazione numero 1 del 2013, che apporterà piogge su gran parte d'Italia e anche nevicate a quote basse al nord.

In primo piano - 29 Dicembre 2012, ore 10.34

 Ha assunto maggior rilievo nelle ultimissime elaborazioni, la perturbazione numero 1 di gennaio, prevista accostare le nostre regioni di nord-ovest la sera di Capodanno e poi insistere su gran parte dell'Italia nella giornata di mercoledì 2 gennaio. La corrente a Getto inietterà infatti una buona dose di vorticità ciclonica in quota, mentre nei bassi strati una evidente discontinuità termica tra la massa d'aria delle medie altitudini preesistente e quella polare marittima in arrivo dall'Atlantico, fungerà da innesco per una ciclogenesi in piena regola.

In altre parole un vortice di bassa pressione giungerà a piena maturazione proprio nel transito sui nostri mari di ponente e, con esso, anche la relativa perturbazione. Questa una prima cronologia dei fenomeni previsti, in attesa di ulteriori conferme che vi forniremo nei nostri prossimi aggiornamenti:

Sera di Capodanno: peggiora al nord-ovest con prime precipitazioni, nevose fin verso i 600-700 metri e localmente al piano sul Piemonte occidentale. Tendenza a temporali in nottata sulla Liguria centro-orientale.

Mercoledì 2 gennaio: nella notte e in mattinata le precipitazioni si trasferiranno verso Lombardia, Triveneto, Emilia, Romagna, Toscana e nord Sardegna. Quota neve osta intorno a 600 metri al settentrione. Tendenza a variabilità al nord-ovest.

Nel pomeriggio peggiora al centro e lungo il Tirreno fino alla Campania, con rovesci sparsi, anche intensi sulla Toscana e, a seguire, anche su Marche, Umbria e Lazio. In serata il ramo occluso della perturbazione fornirà una ritornante fredda sull'Emilia Romagna, dove la quota neve potrà scendere fino in collina. Si attenuano i fenomeni sul reso del settentrione. Neve anche sull'Appennino centrale fin verso i 1000 metri e su quello meridionale, tra 1400 e 1600 metri. 

In serata rovesci su Emilia, Romagna e su quasi tutto il centro-sud. Temporali in Campania e sul Salento. Cala la quota neve sull'Appennino meridionale e sui monti siculi fin verso i 1200 metri, fino a 800-1000 metri in Sardegna, dove irromperà il Maestrale.

Al passaggio della perturbazione è previsto anche un rinforzo dei venti, dapprima da Libeccio, poi da nord, con relativo generale calo delle temperature al partire dal settentrione. Mari in cattive condizioni. Il vortice sarà ancora attivo sul medio versante adriatico, al sud e sulle Isole Maggiori anche nella giornata del 3 gennaio, salvo poi stemperarsi definitivamente entro il 4 per il subentro dell'alta pressione delle Azzorre.


Autore : Luca Angelini

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