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Tutti sanno che il vertice di Copenhagen sarà inutile: intanto il riscaldamento globale perde interesse tra la gente

L'opinione di Lomborg, i soldi e le energie alternative. Ecco come fare davvero qualcosa per il pianeta.

In primo piano - 21 Maggio 2009, ore 10.30

In Cina poco più del 20 per cento della popolazione ritiene il riscaldamento globale una priorità, nonostante il Paese sia il maggiore responsabile di emissioni di anidride carbonica al mondo e un'altra inchiesta ha stabilito che gli americani non sono particolarmente interessati al problema del Global Warming, stante soprattutto la crisi economica in atto. Gli inglesi ritengono che le tasse ecologiche servano a fare cassa più che a difendere l'ambiente e il 70% della popolazione non è più disposto a pagare tasse per difendere l'ambiente. Kyoto si era ripromesso di tagliare le emissioni entro il 2010, invece le emissioni seguitano a salire. Secondo il Prof. Lomborg misure troppo drastiche per arginare la concentrazione dei gas serra servono a poco e non toccano il cuore delle persone. Perchè allora queste benedette energie alternative non decollano? Perchè non diventano una bandiera dell'ambientalismo? Perchè invece di diffondere inutili bollettini su iceberg che si schiantano non si dà voce ad una campagna senza precedenti per diffondere solare ed eolico? Semplicemente perchè gli investimenti sul miglioramento di queste tecnologie si sono arenati agli anni 80. Secondo alcune stime economiche per ogni dollaro speso in ricerca otterremo benefici per 16 dollari. Ogni Paese, secondo Lomborg, dovrebbe destinare lo 0.05% del Prodotto Interno Lordo allo sviluppo delle fonti energetiche con costi inferiori sei volte a quelli di Kyoto. Visto che difficilmente in Italia il nucleare attecchirà nuovamente (siamo tutti affetti dalla sindrome Nimby) tanto vale puntare sul solare e sull'eolico. Qualcuno ci dirà se abbiamo cambiato idea. Diciamo che siamo un po' stufi di questa situazione di impasse e vorremmo che si facesse veramente qualcosa di concreto per sostenere le forme di energia che possono darci una mano. Sarebbe però sciocco dire: abbandoniamo i combustibili fossili. I Paesi in via di sviluppo devono utilizzarli per uscire dalla povertà. Non c'è alternativa. Difficile oltretutto, fa notare Lomborg, che il carbone possa essere rimpiazzato in tempi brevi ma l'integrazione con un'energia più pulita deve essere l'obiettivo da raggiungere entro il 2050. Lomborg conclude che se anche Kyoto avesse trovato piena applicazione la temperatura della Terra sarebbe diminuita al massimo di 1 o 2 decimi di grado, un valore decisamente trascurabile a monte di una spesa esagerata (stimata in oltre 10mila miliardi di dollari). Per Lomborg dobbiamo sfidare l'ortodossia di Kyoto e andare oltre senza buttare altri quattrini inutili a Copenhagen. Un altro protocollo inutile sarebbe davvero un errore imperdonabile. Ci vuole buon senso, tanto.

Autore : Report di Alessio Grosso, fonte: project Syndicate

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