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Tutte le notizie tecniche sul freddo in arrivo

Entriamo nel dettaglio e vediamo quello che ci attende nel corso della prossima settimana.

In primo piano - 21 Gennaio 2005, ore 10.37

Il 4 gennaio scorso pubblicammo un articolo nel quale facevamo notare come il Vortice Polare mostrasse segni di cedimento nell'immediato futuro; sottolineammo anche il fatto che gli effetti di tale rallentamento si sarebbero visti attorno al periodo fra il 20 ed il 25 gennaio. Ebbene la previsione si è rivelata giusta, visto che proprio negli ultimi 7 giorni il Vortice Polare ha rallentato vistosamente ed ha permesso all'anticiclone delle Azzorre di risalire rapidamente verso nord, in direzione dell'Islanda; da poche ore è diventato ormai chiaro come si stia generando un vero e proprio "blocking", una sorta di muro anticiclonico sull'Oceano Atlantico che per diversi giorni non permetterà alle grandi perturbazioni da ovest di invadere l'Europa centro-meridionale. Altra importante conseguenza di questa situazione è la discesa graduale di aria molto fredda in quota (associata al Vortice Polare "in persona") dall'Artico Norvegese verso i Balcani, dove entro 2 giorni si formerà un profondo ciclone che porterà nevicate diffuse; anche l'Italia inizierà ad essere investita da correnti molto fredde, specialmente in quota, e di conseguenza il tempo peggiorerà (i particolari del peggioramento saranno evidenziati su altri articoli). A seguito di questa evoluzione l'anticiclone delle Azzorre, ormai sbilanciato verso nord, andrà alla ricerca del suo collega Russo-Siberiano, quell'ammasso di aria gelida tipica delle steppe che non si affacciava verso l'Europa da più di 8 anni. Nella prima parte della prossima settimana quindi, dopo una iniziale massiccia irruzione di aria artica, ed a seguito dell'aggancio fra i due anticicloni, l'Italia verrà gradualmente interessata da venti ulteriormente più freddi nei bassi strati provenienti direttamente dalla Siberia occidentale, si svilupperanno cioè quei venti gelidi di "Burian" che gli appassionati conoscono molto bene, e che ci hanno fatto visita per l'ultima volta alla fine dell'anno 1996. Solitamente queste correnti non si prolungano per più di 1-2 giorni, perché il Mediterraneo reagisce a questo brusco cambiamento di temperatura generando depressioni che possono cambiare le carte in tavola, portando precipitazioni diffuse, ma anche venti non più gelidi, ma "semplicemente" freddi. Insomma appare ormai certo che per molte regioni d'Italia si stia per aprire una settimana molto fredda, al limite del gelo; l'ondata di freddo si articolerà in due fasi: la prima con aria artica molto instabile, la seconda (da martedì pomeriggio o sera) con venti gelidi dalla Siberia, più freddi dei primi. Ma nel lungo termine cosa potrebbe accadere? Sarà possibile un ritorno a temperature nelle medie? E' assolutamente troppo presto per pronunciarsi, tuttavia appare possibile un temporaneo abbassamento di latitudine dell'anticiclone delle Azzorre, con conseguente miglioramento ed aumento delle temperature sull'Italia, seguito però all'inizio di febbraio da una seconda improvvisa risalita verso nord della figura di alta pressione, che porterebbe nuove irruzioni di aria artica sulla nostra Penisola. Seguite quindi tutti i nostri aggiornamenti, la prognosi per i prossimi giorni è veramente molto delicata.

Autore : Lorenzo Catania

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