Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Truffa climatica: non è la prima volta, ecco perchè nel Quarto Rapporto dell’IPCC rispuntarono l’Optimum Climatico Medioevale e la Piccola Era Glaciale

IPCC: “l’Optimum Climatico Medioevale e la Piccola Era Glaciale non sono mai esistiti…, anzi si”. L’ente internazionale che, sotto l’egida dell’ONU, si occupa dei cambiamenti climatici, ha stilato proiezioni apparentemente incontrovertibili sull’avvenire climatico del nostro Pianeta, ma ha le idee molto poco chiare sugli scenari passati dell’ultimo millennio che stanno alla base dell’inizializzazione dei modelli utilizzati per il futuro. O forse c'è malafeede? A voi il giudizio.

In primo piano - 23 Novembre 2009, ore 10.20

Ad oggi, in ambito scientifico, esistono due ricostruzioni principali del clima dell’ultimo millennio, con le relative correnti di pensiero che mostrano tra loro notevoli e sostanziali differenze. La prima teoria vede un Optimum Climatico Medioevale con temperature superiori alle attuali, la seconda, più recente (ma ultimamente ritrattata nel Quarto Rapporto dell’IPCC), considera le temperature attuali come le più elevate del millennio a causa dell’intervento umano. Ma dove sta la verità? Analizziamo “super partes” lavoro ufficiale messoci a disposizione dai climatologi. La prima ricostruzione deriva dagli studi effettuati negli anni ‘60 dal celebre climatologo Hubert Lamb, il quale sosteneva che tra il 750 e il 1200 d.C., le temperature globali erano le più elevate del millennio. Sul nostro continente, ad esempio, erano più alte di 1°-1,5° rispetto alla media del 1900-1960 (con differenze maggiori alle alte latitudini); questo sottolinea quindi una spiccata variabilità climatica culminata in due eventi opposti: il cosiddetto “Optimum Climatico Medioevale”, riferito appunto al periodo sopra citato, caratterizzato da temperature superiori alle attuali, e la successiva rapida fase di raffreddamento ad iniziare dal 1400 d.C., conosciuta come “Piccola Era Glaciale”, culminata intorno al 1850, periodo dal quale le temperature hanno ricominciato a salire fino ai giorni nostri. Nell’ambito di questo studio, prelievi effettuati sugli alberi di Tornetrask (monti Urali,Russia), riscontrarono che il periodo effettivamente più caldo dell’attuale fu quello tra il 950 e il 1035d.C., quando le precipitazioni diminuirono nell’Europa meridionale (in Italia spiccati episodi siccitosi determinarono una forte diminuzione dei depositi alluvionali) mentre aumentarono in quella centrale e britannica, il limite delle nevi permanenti sulle Alpi si alzò di circa 200-250 metri, mentre il livello medio degli oceani era circa 0,5-0,8 metri più elevato dell’attuale, fatto testimoniato in Italia dalla presenza di numerose zone acquitrinose, principalmente lungo le zone costiere della Pianura Padana, ma anche in alcuni settori della Puglia e della Sardegna occidentale (la diffusione della malaria intorno all’anno 1000 fu una riprova della conseguente insalubrità di molte zone). La seconda ricostruzione ci propone un andamento climatico dell’ultimo millennio assai stabile, durante il quale spicca solamente un modesto raffreddamento corrispondente alla fine del secolo corso, seguito da un notevole picco di caldo inerente l’attuale fase di riscaldamento. Questa ricostruzione, condotta da tre scienziati americani Mann,Bradley e Hughes (MBH98) e presa poi a modello nel Terzo Rapporto dell’IPCC a sostegno della teoria antropogenica del Global Warming, fu presentata la prima volta nel 1998 e sollevò notevoli perplessità da parte del mondo scientifico, anche all’interno dell’IPCC stesso. La controversia raggiunse il suo apice nel 2001, quando i tre scienziati americani curarono in prima persona la pubblicazione del lavoro nel rapporto ufficiale e la loro teoria fu quindi divulgata tramite i media, nonostante fosse l’unico documento che dimostrasse l’aumento globale delle temperature. Le obiezioni degli scienziati dissidenti furono messe al vaglio di un consiglio di saggi, quindi pesantemente boicottate tramite il meccanismo denominato “Peer Reviews”, ossia "Revisione Paritaria", con l’esclusione e l’isolamento degli stessi. Non potendo utilizzare canali “ufficiali” a causa delle reticenze degli interessati, due statistici canadesi, Steve Mc Intrye e Ross McKitrick, proseguirono in proprio gli studi, analizzando i procedimenti di Mann e compagni scoprendo un gran numero di errori, ma non riuscirono a replicare, trovando a loro volta un muro di ostilità nell’esporre e far accettare il contraddittorio in quanto i loro metodi, basati su retroazioni matematiche e statistiche, furono tacitati poiché non seguivano i canoni classici della ricerca ufficiale. Le conclusioni formali di Mann, sintetizzate in un grafico denominato Hockey stick (mazza da hockey), furono dunque inserite nel Third Assessment Report (TAR) dell’IPCC, datato 2001 e da quel momento era ormai ufficiale, l’Optimum Climatico Medioevale e la Piccola Era Glaciale non esistevano più, spariti. La nuova teoria, che tra l’altro contraddiceva palesemente quanto proposto nel report precedente utilizzato dallo stesso IPCC nel 1995 (il Second Assessment Report,SAR), cancellava con un semplice colpo di spugna la credibilità dei climatologi e tutti gli studi condotti fino a quel momento, basati sulla minuziosa ricostruzione dei dati rilevati tramite carotaggi, sedimenti, indagini paleoclimatiche nei punti più disparati del Pianeta e nel quale erano evidenti le tracce sia dell’Optimum Medioevale che della Piccola Era Glaciale. L’inattendibilità degli studi di Mann e compagni tornò ben presto alla ribalta e alcuni studiosi, sfuggiti alle maglie dell’ente internazionale, mettevano in luce una evidente incompletezza dei dati fonte dello studio in oggetto,lacune ricondotte ai metodi utilizzati, basati sugli anelli di accrescimento degli alberi, sugli isotopi nel ghiaccio, sui coralli. Come riportato in una serie di articoli pubblicati su Geophysical Research Letters, negli studi vi erano ad esempio inserite (in buona fede?) solo alcune specie di piante, analizzate per giunta solamente in determinate parti del Pianeta. Ora, essendo l’accrescimento degli alberi influenzato da molteplici fattori, tra i quali anche l’età e la localizzazione geografica, va da sé che lo studio risultava manifestamente incompleto. Altre analisi compiute in seguito dai climatologi dell’Università della California, capeggiati dal fisico Richard Muller, utilizzarono lo stesso metodo dell’MBH98, basandosi però su un campione di piante molto più omogeneo e ottennero risultati alquanto diversi. Un articolo pubblicato su Science ad opera dell’eminente climatologo tedesco Hans von Storch (che defini l’Hockey Stick “spazzatura”), dipanò infine il problema, appurando senza ombra di dubbio la grande bufala, portando a dimostrazione ulteriori indagini i cui risultati, sorprendenti, ricondussero sostanzialmente agli studi iniziali di Lamb: nel grafico finale ricompaiono infatti sia l’Optimum Medioevale” che la “Piccola Era Glaciale” . Risultato: gli impatti del riscaldamento globale del XX secolo (imputati a cause antropogeniche per il 90-95%) risultano assolutamente meno incisivi di quanto apparisse nel drammatico Hockey Stick, la qual cosa fece sobbalzare i sostenitori dell’effetto serra di origine antropica. L’attenzione dei media dunque fu spostata tempestivamente su altre argomentazioni, facendo passare inosservato agli occhi del mondo intero il sostanziale errore. Il Working Group 1 dell’IPCC infatti, al momento di rendere noti i principi fisici di base del Quarto Rapporto durante la presentazione del primo volume di lavoro avvenuta nel febbraio scorso a Parigi, anziché informare i decisori politici (ai quali era destinato) e l’opinione pubblica dell’incongruenza e correggere il tiro, ha buttato altra benzina sul fuoco, esacerbando la drammaticità della situazione, con una serie di studi incentrati stavolta sulla concentrazione della CO2, sempre di origine antropogenica, e sulle presunte correlazioni con l’aumento delle temperature in ben 80 costosi scenari di stabilizzazione climatica derivati direttamente dal TAR, facendo cosi cadere anche l’ultimo velo della malcelata buona fede. In questi giorni l'epilogo.

Autore : Luca Angelini

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità

h 08.17: A7 Milano-Genova

coda rallentamento

Code causa traffico intenso nel tratto compreso tra Allacciamento A12 Genova-Rosignano (Km. 128,7)..…

h 08.17: SS87 Sannitica

incidente rallentamento

Traffico rallentato, incidente a Incrocio Staz. Di Sepino (Km. 111,1) in direzione Incrocio Termo..…

Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum