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Troposfera bollente? Niente paura, è solo colpa del Nino e delle temperature oceaniche

Con l'esaurimento del fenomeno anche i valori troposferici mostreranno una graduale flessione.

In primo piano - 20 Febbraio 2010, ore 08.45

L'area artica è in subbuglio, da mesi. Il classico effetto domino ha spinto questo caos sino all'area mediterranea: il vortice polare non ne vuole sapere di ricompattarsi e manca insomma una vera cabina di regia del tempo. In un simile contesto inutile aspettarsi situazioni meteorologiche classiche, cioè vissute sino ad un paio d'anni fa. L'indice AO sceso a livelli da record, ha rimescolato le carte in tavola e ora, proprio come l'anno scorso, potremmo vivere una primavera molto mite e a tratti piovosa e poi una lunga estate calda. Sono solo ipotesi certo, ma i segnali sembrano questi, anche se il Nino inevitabilmente (e aggiungeremmo fortunatamente) si avvia verso una fase di stanca. L'indice AMO pur in calo, rispetto agli anni d'oro, uno su tutti il 1998, rimane debolmente positivo e non sembra poterci dare grosse indicazioni sul tempo che dovremo aspettarci nei prossimi mesi, più evidente invece il trend in ribasso della PDO: la sua fase fredda fa pensare che nei prossimi anni sarà la Nina piuttosto che il Nino a risultare protagonista nell'area del Pacifico. L'inverno gelido tra Europa e States oltretutto ha fatto più notizia delle alte temperature troposferiche registrate in gennaio e di quelle altrettanto alte che stanno accompagnando il febbraio, valori che dovrebbero comunque rientrare gradualmente nei prossimi mesi. Un vortice polare così debole e sfasciato certo non depone per aiuti estivi rinfrescanti al calura mediterranea, ma fa già pensare al terzo inverno freddo consecutivo in Europa. Se il nesso con la debole attività solare pare molto probabile, difficile dire cosa potrà scaturirne a più lungo termine. Se il nuovo ciclo solare infatti risultasse breve, per poi "far girare al minimo" i motori del sole per diversi anni, allora quelli che definirei "caos barici" potrebbero diventare la norma.

Autore : Report di Alessio Grosso

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