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Tra NINO e AMO l'ago della bilancia, sciogliamo i dubbi su settembre

Si delinea sempre meglio la linea previsionale riferita a settembre. Alcuni indici teleconnettivi propongono risposte sufficientemente chiare seppur supportate da teorie ancora da dimostrare. Analizziamoli nel dettaglio.

In primo piano - 27 Agosto 2008, ore 10.08

Il Pacifico non si decide. Alla recente fase di Nina ormai alle spalle da tempo le SST (temperature superficiali dell'oceano) non sembrano voler impostare una linea decisa e univoca. In sostanza l'indice ENSO (meccanismo che comprende le oscillazione Nino-Nina) è e rimarrà ancora su valori neutri. Scendendo nel dettaglio però si notano due zone ben distinte: il settore più orientale del grande oceano (noto come 1+2) sta rispondendo ai dettami di un pattern noto come Nino like. In sostanza le acque in quel settore si sono riscaldate proprio come avviene in condizioni di Nino. Nei settori centrali e occidentali invece la pellicola fredda superficiale seguita a ricoprire quella fetta di oceano, nota come 3+4. Quest'ultima risulta la più incisiva nell'impostazione dell'evento ENSO. Da qui la sostanziale neutralità. Ora, gli eventi del passato (perchè su questi occorre basarsi fintanto che gli studi raggiungeranno sufficiente attendibilità) ci fanno sapere che in queste condizioni, e con la situazione attuale dei venti stratosferici riconducibile all'indice QBO (oscillazione quasi biennale) decisamente positivo, tende a favorire sull'Europa geopotenziali più alti della norma, con conseguente deviazione settentrionale della corrente a getto e logica risalita delle bande anticicloniche subtropicali verso l'Europa centrale e l'Italia. L'onda depressionaria andrebbe invece a ricoprire il vicino Atlantico con perno posto grossomodo a nord-ovest della Penisola Iberica (uno stuzzichino per la nostra famosa e indimenticata "falla"). Un effetto calmierante a questa situazione para-estiva potrebbe però provenire dall'andamento delle SSTA (temperature superficiali dell'Atlantico) e, nella fattispecie, dal settore posto al largo delle coste europee, regolato dall'indice AMO. Proprio l'Oscillazione Multidecennale delle temperature Atlantiche funge da catalizzatore per la corrente a getto in uscita dal continente nord-americano, sottoposto a sua volta alle conseguenze dell'indice PDO (oscillazione decennale delle acque del Pacifico) negativo. Nel caso di positività dell'AMO(situazione attuale ma con indice in progressiva discesa) i flussi atlantici rimangono su alte latitudini, viceversa con valori negativi ecco le perturbazioni inoltrarsi verso il Mediterraneo. Al momento pare dunque che settembre potrà aprirsi sotto il segno di una continuità con il mese che l'ha preceduto, offrendo una situazione in prevalenza anticiclonica ma disturbata di quando in quando da qualche incursione atlantica destinata principalmente al settentrione. Nessuna scioccante rottura stagionale dunque ma solo un passaggio indolore. Non ci resta che attendere i riscontri sul campo.

Autore : Luca Angelini

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