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Tornano le POLVERI SOTTILI! Ma la situazione è veramente così drammatica?

E' arrivato il momento dell'accensione delle caldaie sulle regioni settentrionali! Tornerà così prepotentemente a ripresentarsi il problema delle polveri sottili con i soliti futili provvedimenti!

In primo piano - 16 Ottobre 2006, ore 11.00

Si accendono i riscaldamenti centralizzati al nord, con un corposo contributo alla produzione di polveri inquinanti nell'atmosfera delle nostre pianure. Le polveri sottili non sono certo una novità. Le persone non più giovani, che hanno vissuto nelle grandi città nel dopoguerra, quando le automobili erano prerogativa di pochi, ma gli impianti di riscaldamento funzionavano ad olio denso o a carbone, ricorderanno come il fazzoletto da naso diventasse velocemente nero a causa della componente carboniosa delle polveri, quella derivante da tutte le combustioni, che è la più dannosa. Il fazzoletto è un efficace, seppur grossolano, rilevatore della concentrazione di polveri nell'aria che respiriamo e quindi anche delle polveri sottili. Sinceramente non c'è paragone fra l'elevato inquinamento di allora, con quello presente oggi, pur con milioni di autoveicoli attualmente in circolazione. Il problema si è evidenziato adesso non perché prima non ci fosse, ma perché ora siamo in grado di misurarlo e perché è aumentata la sensibilità ai problemi ambientali. Dagli anni cinquanta agli anni ottanta, le micidiali nebbie che attanagliavano la Pianura Padana erano un lampante sintomo del forte inquinamento aereo presente nell'atmosfera, con le auto spesso coperte da uno spesso strato di polveri e fuliggine. Le polveri sottili, non sono solamente di origine antropica ma in parte prodotte da fenomeni naturali. Le particelle che le compongono sono di natura chimico fisica molto diversa e alcune subiscono dei processi di trasformazione nell'atmosfera che le modificano rispetto alla composizione iniziale. I componenti principali sono materiale proveniente dall'erosione del suolo, solfati e nitrati di origine varia, cloruri provenienti prevalentemente da aerosol dell'acqua di mare, molecole provenienti prevalentemente dalle combustioni dei combustibili fossili e dalle biomasse, tra cui gli incendi boschivi e materiali biologici. La proporzione tra componenti antropiche e componenti naturali varia sensibilmente in relazione al sito: nelle zone densamente abitate predomina la prima componente, dovuta in parte alle combustioni per usi energetici, in parte ai lavori di movimentazione della terra per attività di costruzioni ed agricole e in gran parte ad attività industriali, nelle zone poco abitate prevale la componente naturale sollevata dal vento nelle zone aride del pianeta che può però percorrere migliaia di chilometri. E' certo che le Pm10, specialmente quelle con elevate concentrazione di residui da combustioni, non fanno bene all'apparato respiratorio dell'uomo. Nessuno però conosce con certezza i limiti posti alle concentrazioni che sono attualmente solo precauzionali. L'esasperazione attuale di questo problema fa nascere il sospetto che qualche settore culturale voglia mantenere sempre la società pressata da una situazione di emergenza con un sempre più accanito "terrorismo" eco-ambientale. E' di vitale importanza perservare la nostra salute dall'inquinamento prodotto dal progresso, e ci mancherebbe altro! Ma francamente il Mondo gode attualmente di buona salute, se confrontato alla situazione di mezzo secolo fà, quando vi erano problemi ben più gravi da risolvere che salvaguardare l'ambiente e l'atmosfera.

Autore : Luca Savorani

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