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Tornano gli uragani in Atlantico!

Secondo le previsioni formulate dall'università del Colorado la prossima stagione degli uragani su bacino atlantico e Golfo del Messico potrebbe rivelarsi piuttosto intensa e pericolosa con un incremento pari al 75% sulla media cinquantennale.

In primo piano - 4 Aprile 2007, ore 09.27

Gli Americani cominciano a pensare alla prossima stagione degli uragani con una certa apprensione. Infatti gli scienziati della NOAA hanno recentemente annunciato che questo potrebbe rivelarsi un anno eccezionalmente attivo per la formazione di uragani e tempeste atlantiche. Nel corso dei prossimi mesi estivi potrebbero formarsi secondo le simulazioni dei modelli matematici tra le 15 e le 18 tempeste, di cui una decina potrebbero degenerare in uragani con venti oltre i 120-140 km/h e tra le 3 e 4 con poteri distruttivi di categoria superiore alla 3. Gli USA, che nella passata stagione sono scampati alla minaccia di uragani particolarmente attivi, potrebbero quindi tornare a essere obiettivo di numerose tempeste atlantiche. La media di lungo termine è di 10 tempeste complessive e 4-6 uragani nel corso di una stagione, come accadde lo scorso anno nonostante gli uragani abbiano mantenuto traiettorie esterne a distanza di sicurezza dalle coste. Lo scorso anno le previsioni furono sconvolte in seguito alla formazione del Nino sul Pacifico orientale. L'anomalo riscaldamento delle acque oceaniche in questa regione infatti accentua l'attività di uragani sul Pacifico ma non sull'Atlantico; per tale ragione lo scorso anno furono le coste del Messico settentrionale e la Baja California a essere colpite più volte da uragani di forza superiore a 3. In seguito alla rapida estinzione del Nino nel corso dei mesi invernali, secondo le nuove elaborazioni potrebbe verificarsi un incremento nella formazione di tempeste atlantiche di quasi il 75% rispetto la media 1950-2006. In assenza di Nino infatti il getto occidentale Atlantico tende a ridursi favorendo un incremento del getto orientale africano. Mentre un'area anticiclonica in quota si potrebbe posizionare sui settori atlantici orientali e ad ovest le basse pressioni al suolo, la scarse ventilazione l'elevata temperatura delle acque potrebbero risultare gli ingredienti ottimali per la formazione di tempeste tropicali canditate a trasformarsi in pericolosi uragani.

Autore : Luca Savorani

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