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Torna l’anticiclone Russo?

Questa sembra la tendenza per i prossimi giorni

In primo piano - 4 Febbraio 2003, ore 10.40

Fra oggi e domani come sappiamo dovrà transitare sul nostro Paese un sistema frontale che accompagna aria di origine polare verso il Mediterraneo, agevolando una notevole discesa delle temperature su buona parte delle regioni. Nei giorni successivi il vortice generato sull’Europa centrale da questa massa d’aria così fredda a tutte le quote, si porterà lentamente verso il settore orientale del Continente, dove rimarrà per diversi giorni. In questo modo lascerà un po’ di spazio alle perturbazioni atlantiche più moderate e relativamente miti, che una volta arrivate sull’Inghilterra si tufferanno verso la Spagna, la Francia, fino alla Germania; più ad est si troveranno la strada sbarrata, ed allora dovranno obbligatoriamente “razionare” le energie suddividendosi in due tronconi: uno quasi completamente occluso disteso fra il Mare di Norvegia e l’Europa centrale, a separare l’aria molto più fredda ad est da quella mite atlantica, l’altro a formare un piccolo minimo depressionario sul Mediterraneo. Uno di questi nella giornata di venerdì rimarrà pressoché isolato fra le Baleari e la Sardegna, ma avrà la funzione (di rilevante importanza) di bloccare l’avanzata verso l’Italia dell’anticiclone delle Azzorre, che senza la presenza di tale depressione avrebbe fatto sicuramente un sol boccone di tutto il territorio fra la Spagna ed i Balcani. Con una configurazione del genere invece la robusta depressione presente nella giornata di domenica prossima fra la Polonia ed il Mar Nero non avrà problemi a continuare il suo richiamo di correnti fredde e secche dalle steppe russe verso W. Come in tutti i casi simili a questo assisteremo di conseguenza alla formazione di un anticiclone termico fra la Nuova Zemlja e la Scandinavia, supportato in quota in un secondo tempo da un promontorio di alta pressione fino ai limiti della tropopausa (ossia attorno agli 8-11 km di quota). Ecco che allora masse di aria gelida fluiranno verso i Paesi appena citati, fino alla Polonia, mentre poco più a sud entreranno in azione impulsi freddi a “catena” che porteranno ad un ulteriore raffreddamento dei Balcani, della Romania e dell’Ungheria. Se allora una perturbazione atlantica in arrivo dall’Oceano verso l’Europa centrale si spezzasse in due seguendo la dinamica delle precedenti, ed il minimo mediterraneo si andasse a collocare sui mari settentrionali italiani, dovremmo avere una nuova ondata di freddo nella prossima settimana, tutta ancora da valutare nell’intensità e nella estensione. Le possibilità di una evoluzione come quella descritta sono piuttosto elevate, ma tutto dipenderà dal comportamento della perturbazione in arrivo venerdì prossimo; se non andrà in frontolisi potrebbero esserci risvolti completamente diversi

Autore : Lorenzo Catania

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