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Terremoto Emilia: ci saranno altre scosse?

Sciame sismico o nuove scosse? Questo è l'interrogativo che assale in questi giorni drammatici la popolazione emiliana duramente colpita dai terremoti del 20 e del 29 maggio. Ecco cosa sta accadendo e cosa potrebbe ancora accadere.

In primo piano - 30 Maggio 2012, ore 14.39

Il terremoto fisicamente è un'onda d'urto, un'onda di terra dovuta a rilascio di energia nel sottosuolo. Questo impressionante rilascio di energia deriva dallo scorrimento forzato di bancate rocciose accatastate le une sulle altre, chiamate faglie. Ma perchè si muovono questi strati rocciosi? Perchè la crosta terrestre, l'involucro del nostro Pianeta che si trova sotto gli strati sedimentari superficiali fino a 35km di profondità, poggia sul mantello, porzione terrestre detta litosfera, costituita da materiale parzialmente fuso.

Questo stato della litosfera permette alla crosta terrestre di muoversi quasi a galleggiare sopra di essa. Il movimento non è fluido ma avviene a scatti, durante i quali l'energia accumulata dalle pressioni viene rilasciata tutta d'un colpo, una volta superate determinate soglie o caratteristici punti di rottura. Ecco che si genera l'onda d'urto che si propaga dalle profondità della crosta terrestre fino alla superficie. E' il terremoto.

Ad una scossa violenta seguono poi diverse scosse minori dette di assestamento, durante le quali i materiali rocciosi tendono a trovare un nuovo stato di equilibrio definitivo. Tutto questo discorso per comprendere la genesi e le prospettive del fenomeno sismico in corso in Emilia Romagna.

Cosa ci dobbiamo aspettare dunque? La faglia in questione si trova dislocata orizzontalmente tra le province di Modena e di Ferrara ed è posta su un piano inclinato che parte da circa 25 km fin sotto il cospicuo strato sedimentario padano (strato che ha contribuito ad amplificare l'onda d'urto originaria). La scossa del 20 maggio ha messo in evidenza un punto di compressione di questa faglia sul suo lato più orientale. Con il procedere dei giorni lo sciame sismico ha spostato progressivamente il suo baricentro verso ovest, ovvero maggiormente verso il Modenese, facendo intendere che non si trattasse solo di scosse di assestamento.

Questo comportamento ha spinto i Geologi a ipotizzare un nuovo possibile cedimento strutturale della faglia e infatti ecco la seconda scossa violenta, quella del 29 maggio. avvenuta sul bordo occidentale della faglia stessa. Ora tutta la linea di faglia si è spostata e ha liberato il surplus di energia.Tale stato di cose farebbe pensare che il peggio sia ormai alle spalle, tuttavia sono in corso accurate rilevazioni atte ad accertare che non vi siano altri segmenti di faglia pronti a scattare.

In caso contrario, ovvero in assenza di nuovi segmenti di faglia, si avranno certamente altre scosse, probabilmente ancora per diversi giorni o settimane, ma si tratterà solo del cosiddetto assestamento che non dovrebbe provocare (si spera) ulteriori danni.

 

 


Autore : Luca Angelini

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