Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

TEMPORALI MARITTIMI: cosa si conosce e cosa non si conosce

Lo scettro dei temporali è ormai passato dalla terraferma al mare. Cerchiamo di capire i segreti della genesi temporalesca marittima.

In primo piano - 30 Settembre 2014, ore 15.24

Quel classico rumore sordo, cupo, quasi inquietante. Gli abitanti dei litorali conoscono molto bene il rombo del temporale marittimo. Nulla di paragonabile ai tuoni secchi e fragorosi del temporale terrestre. Tra la prossima notte e la mattinata di domani (mercoledì 1 ottobre) gli abitanti delle coste liguri e toscane potrebbero sentire questo inquietante suono.

A volte il rumore è quasi cavernoso, il tuono è cupo e prolungato; la massa d'acqua che scende sotto la base del temporale è notevole, al punto da determinare allagamenti o alluvioni lampo in caso di sconfinamento sulla terraferma. Si, avete capito bene! Il temporale marittimo, quando raggiunge la terraferma, non è altro che uno sconfinamento. Il fenomeno può avvicinarsi alla costa solo se le correnti sono favorevoli, ma la sua zona di genesi è in mare aperto.

Se il flusso dominante si presenta teso, il temporale può arrivare sulla costa in brevissimo tempo e magari "incastonarsi" in qualche vallata stretta del retrostante Appennino. In questo caso il fenomeno può rigenerarsi sul posto per ore e ore, determinando fenomeni alluvionali anche gravi (vedi il temporale del Fereggiano a Genova e l'alluvione delle Cinque Terre, nell'autunno del 2011).

Cosa innesca la genesi temporalesca marittima? Rispetto alla terraferma, generare un temporale in mare non è una cosa così immediata o scontata.

Per solleticare la terraferma bastano due giorni di caldo, seguiti da un sistema frontale o una massa d'aria più fredda. Il calore presente al suolo viene letteralmente sbattuto in quota, con la produzione di temporali anche di forte intensità. Il fenomeno è quindi RAPIDO e si esaurisce in genere in breve tempo.

In mare le cose si complicano...e molto! Per prima cosa, gli specchi di mare che ci circondano non si scaldano in due giorni. Scaldare una massa d'acqua è un'operazione complessa e lunga. Ciò fornisce in un primo tempo MENO ENERGIA TERMICA rispetto alla terraferma nei mesi estivi, motivo per cui il mare risulta spesso silente dal punto di vista temporalesco in estate.

Come si comporta il mare al passaggio di un fronte (ad esempio nel mese di agosto)? Nonostante la superficie marina sia già calda, questa non è una condizione sufficiente affichè il mare partorisca un temporale, anche se su di esso vi transita aria più fredda. Succede spesso che il mare risulti inerte, anche con saccature di ottima portata.

Se si analizza la sinottica, è evidente che per determinare il sollevamento del calore da uno specchio d'acqua, con conseguente assetto temporalesco, serva una quantità di freddo maggiore ed un calo dei geopotenziali più forte rispetto alla terraferma. Se entrambi i processi si verificano, si ha il sollevamento GRADUALE dell'aria umida dal mare e la creazione del temporale marittimo. Il tutto però si svolge in condizioni di MAGGIORE LENTEZZA. In poche parole, il mare stenta a produrre temporali, ma quando li produce...non si ferma più!

Sarebbe come paragonare la benzina super ( il temporale terrestre) al diesel ( il temporale marittimo). Il primo è rapido, ma dura poco...il secondo è lento, recarcitrante, ma quando è innescato serve molto più tempo per poterlo smorzare. Ecco il motivo per cui i temporali marittimi sono spesso forieri di allagamenti e non portano quasi mai la grandine al loro interno.

Tutto finito? Assolutamente no! Se la genesi marittima fosse regolata solo dalla sinottica, non si spiegherebbero certe "prestazioni impreviste" che il mare spesso ci fa vedere in estate, anche con condizioni sinottiche poco idonee (ad esempio sul Mar Ligure e sull'alto Adriatico). In pratica, pesano anche le condizioni intrinseche del mare stesso, che possono facilitare o stoppare un'eventuale salita temporalesca.

Salinità, altezza del termoclino (la zona superficiale dove il mare si scalda con il sole), eventuale presenza di UPWELLING ( flussi di acqua fredda in risalita dal fondo), profondità dei fondali, possono accelare o stoppare le genesi in un temporale marittimo anche con sinottiche più o meno favorevoli.

La maggiore salinità, che scaturisce da un minore apporto di acqua dolce dei fiumi, è un deterrente all'evaporazione marittima di superficie. Meno vapore acqueo, meno produzione di nubi; la formazione del temporale marittimo diventa quindi più complessa.

L'altezza del termoclino è importante invece per la violenza dei fenomeni temporaleschi. Un maggiore spessore dello strato superficiale di acqua riscaldata dal sole implica una maggiore energia dei fenomeni in seno ad un transito perturbato.

L'upwelling, ovvero la risalita di acqua fredda dai fondali, può invece stoppare o ritardare la genesi temporalesca sullo specchio d'acqua interessato dal fenomeno. La presenza di acqua più fredda in risalita può quindi ridurre il potere energetico di una parte di mare, a scapito di una immediatamente accanto. In questo modo il temporale marittimo, in seno a sinottiche favorevoli, può scoppiare in luoghi diversi rispetto a ciò che si prevedeva.

Anche la profondità dei fondali acquisce o smorza il potere temporalesco di uno specchio d'acqua a favore di un'altro. Un mare con fondali più bassi si scalda maggiormente. Ciò determina maggiore accumulo di energia ed una maggiore produzione di temporali rispetto ad una zona con un fondale più profondo.

Tenete presente che vi sono altri fattori ancora sconosciuti che" accendono o spengono" (dal punto di vista temporalesco) alcuni tratti di mare a scapito di altri. In un futuro non molto lontano, forse, verranno date altre risposte.


Autore : Paolo Bonino

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità

h 20.38: A20 Messina-Palermo

blocco

Uscita chiusa causa manifestazione a Svincolo S. Filippo in uscita in entrambe le direzioni dalle..…

h 20.35: SS106 Jonica

incidente

Incidente con persone a 3,711 km prima di Incrocio Amica - SS106 Radd Jonica (Km. 330) in entramb..…

Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum