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Temporali estivi: perchè scoppiano più spesso in montagna?

Bel tempo su pianure e coste, nubi minacciose sui monti. Questo il quadro che spesso si presta nel corso delle giornate estive, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali. Ma perchè sui monti soppiano tanto spesso focolai temporaleschi?

In primo piano - 5 Luglio 2013, ore 11.17

 L'alta pressione è sinonimo di bel tempo, per molti ma non per tutti. Nelle giornate estive, anche in condizioni anticicloniche, ovvero con sinottica favorevole alle correnti discendenti che smorzano e limitano la costruzione delle nubi, sui monti il tempo molto spesso si imbroncia.

La cronologia è sempre la stessa: al mattino prime nubi cumuliformi in sviluppo sui versanti orientali e meridionali dei monti, ovvero dove batte il sole e preferibilmente sui settori adiacenti le pianure. Le nubi poi, da modeste, tendono a svilupparsi maggiormente e a collocarsi a quote via via maggiori, spingendosi dai settori prospicienti le pianure, all'interno, verso il cuore della catena montuosa.

Tra pomeriggio e sera, quando l'atmosfera raggiunge la temperatura cosiddetta "convettiva", ecco che sulle cime si organizzano ammassi nuvolosi ancor più consistenti che possono anche sfociare in episodi temporleschi. Brevi acquazzoni, in caso di alta pressione tenace, veri e propri temporali di una certa intensità nel caso di alta pressione debole in quota che crea una massa d'aria più o meno instabile.

Ma la domanda rimane la stessa: perchè tutto ciò accade proprio sui monti? Semplicemente perchè i pendii montuosi creano una sorta di trampolino di lancio che accompagna le masse d'aria verso le alte quote, facendo risparmiare energia al processo convettivo rispetto alla libera atmosfera. Qui abbiamo un interessante approfondimento in proposito meteolive.leonardo.it/news/In-primo-piano/2/Gli-effetti-dell-orografia-locale-sui-temporali-pomeridiani/42223/

In altre parole: se la nostra nube, per evolvere in temporale, ha la necessità di salire per esempio, a 5000 metri di quota,  avrà bisogno di una adeguata spinta di galleggiamento. In pianura spesso quest'ultima può non essere sufficiente per innescare la convezione profonda, nè tantomeno sufficiente a far salire i pacchetti di aria calda staccantisi dal suolo, sino alle sacche di aria fredda presenti in quota.

In montagna invece gran parte del lavoro lo fanno i pendii montuosi, tant'è che i pacchetti di aria calda e umida in risalita possono evolvere più facilmente e frequentemente in temporali. Per questo motivo le escursioni e le ascensioni vanno iniziate al mattino presto, ed è anche per questo che nei pomeriggi e nelle serate estive, spesso si renderà invece necessario l'ombrello.


Autore : Luca Angelini

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