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Temporale "autorigenerante" sull'Alta Toscana

Cerchiamo di capire il meccanismo della sua formazione.

In primo piano - 25 Marzo 2004, ore 09.27

Da molte ore temporali, rovesci e grandinate stanno interessando l'alta Toscana, soprattutto la Versilia. I fenomeni tendono a propagarsi all'immediato entroterra, anche se la loro intensità tende a decrescere. Come si spiegano temporali così violenti nel cuore della notte e soprattutto come mai il corpo nuvoloso tende sempre ad autorigenerarsi? Per prima cosa analizziamo le correnti in quota, importantissime per stabilire il moto delle nubi. Su tutta la Toscana domina un flusso di correnti da W, che si presenta di intensità piuttosto debole. Tale flusso si comporta come una sorta di "nastro trasportatore" dei sistemi nuvolosi, che vengono letteralmente "prelevati" dal mare (dove avviene la loro formazione). Tutto ciò, comunque, non basta per spiegare la genesi di questi temporali: occorre, infatti, analizzare anche la temperatura del mare e i venti in prossimità del suolo. Se i venti al suolo soffiano nella stessa direzione della quota (ovvero da ovest), difficilmente si formano annuvolamenti organizzati sulla costa e non si hanno precipitazioni di rilievo. Qualora, come nel caso di questa mattina, i venti al suolo si presentano orientati nella direzione opposta alla corrente principale, ovvero dalla terraferma verso il mare, si possono creare imponenti annuvolamenti che possono sfociare in temporali anche intensi. Ovviamente i venti che spirano al suolo devono avere una temperatura inferiore a quella del mare per generare temporali: l'aria fredda ha un peso maggiore di quella calda ed in questo modo riesce a "scalzare" grandi quantità di vapore dalla superficie marina, materia prima per la creazione delle nubi. Come mai il temporale si autorigenera? Il calore messo a disposizione dal mare (anche se relativo in questo periodo) viene convertito nella nube temporalesca in energia meccanica ed elettrica, che determina fulminazioni e conseguenti intense precipitazioni. Fin tanto che l'energia termica messa a disposizione dallo specchio di mare antistante la costa supera l'energia meccanica ed elettrica all'interno della nube, il temporale non potrà mai morire: ogni tentativo di dissipazione della nube temporalesca sarà rimpiazzato da una nuova "iniezione" di energia termica proveniente dal basso. Questo determina la rigenerazione del temporale. Solo quando l'energia spesa dalla nube temporalesca per produrre fulminazioni sarà superiore all'enegia termica "iniettata" nella nube dal basso il temporale perderà forza, per poi dissiparsi. Con il riscaldamento del terreno, conseguente al maggiore soleggiamento, dovrebbe comunque diminuire il divario termico mare-costa, e diminuire di conseguenza l'attività temporalesca in mare. I temporali autorigeneranti possono verificarsi in Liguria quando le correnti in quota sono da S e sulla Toscana, quando le correnti soffiano dai quadranti occidentali.

Autore : Paolo Bonino

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