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TEMPERATURE: vogliono cancellare il caldo dell'Optimum Miceneo, Romano e Medievale

MeteoLive ha dedicato molti articoli all'illustrazione del periodo dell'optimim climatico medievale. Oggi riporta uno stralcio delle considerazioni pubblicate sul sito "SVIPOP" dal Prof. Crescenti e dal Prof. Mariani.

In primo piano - 23 Marzo 2010, ore 11.51

"E’ interessante domandarsi come mai gli storici, che avevano messo in luce con una notevole messe di prove documentali la rilevanza delle grandi fasi calde che in epoca storica hanno marcato il clima della Terra (Optimum Miceneo, Romano e Medioevale) non abbiano praticamente reagito di fronte a ricostruzioni quantomeno opinabili che mirano sempre più spesso a negare l’esistenza di un Optimum Climatico Medioevale. (IPCC ma anche Nature e Science)". Così esordiscono Crescenti e Mariani nel loro pezzo pubblicato su Svipop. Tra i negazionisti degli optimum climatici del passato c'è Mann con la sua Hockey Stick, stroncata da molti addetti ai lavori. La mazza è l'espressione stessa del suo grafico, che all'improvviso si impenna dopo essere rimasto costante per centinaia di anni, simulando la forma di una mazza di Hockey per mettere in evidenza solo il clamoroso riscaldamento globale degli ultimi 150 anni. Tale ricostruzione si basa sullo studio delle cerchie di crescita degli alberi, per le quali si adotta in genere l’ipotesi che alle medie latitudini, in presenza di temperature estive elevate, si abbiano cerchie di crescita più ampie, cosa che non si riscontrava secondo Mann, reo però di aver trascurato che l'optimum climatico americano fu caratterizzato da forti siccità, (dovute al Nino) che limita la crescita degli anelli, facendo erroneamente ipotizzare che la temperatura fosse più bassa di quella reale. Mariani e Crescenti tentato poi una ricostruzione delle temperature medioevali in Pianura padana, basandosi su un pregevole lavoro scientifico “E’ mutato il clima della Alpi in epoca storica” pubblicato nel 1937 per i tipi del CNR dal Professor Umberto Monterin, illustre glaciologo e geomorfologo che diresse per lungo tempo i RR. Osservatori di Meteorologia e Geofisica del M.Rosa. Dagli studi emerge che FORSE nel medioevo le temperature medie annue in Val Padana erano di ben 15-16°C, simili a quelle presenti oggi in Sardegna. Concorderebbe anche Sant’Alberto Magno (Lauingen, 1206 – Colonia, 1280), secondo il quale alla sua epoca l’olivo era coltivato e fruttificava nella valle del Reno. E’ noto che oggi l’olivo non alligna nella valle del Reno ed ha altresì gravi problemi di sopravvivenza in Pianura Padana (ad eccezione delle aree urbane piùc alde) e ciò perché è oggi noto che temperature inferiori a –9°C ne provocano la morte. Simpatica la conclusione dei 2 studiosi: "forse i nostri progenitori erano ignoranti e queste cose non le sapevano, per cui coltivavano con successo l’olivo sia in Pianura padana sia nella valle del Reno"! Che facesse davvero più caldo aggiungiamo noi?

Autore : Report di Alessio Grosso

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