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Temperatura del Mediterraneo ben al di sopra della norma: cosa potrebbe comportare in seguito?

La temperatura del Mediterraneo raggiunge in alcune zone quasi i 30°. Quali potrebbero essere le conseguenze nel prossimo futuro?

In primo piano - 28 Luglio 2006, ore 12.19

Anche il Mare Nostrum ha la febbre! Temperature di 4-5° al di sopra della norma si stanno registrando in questi giorni su alcuni tratti del Mediterraneo occidentale. La colpa? Ma dell'anticiclone africano, ovviamente, vera anomalia persistente del nuovo secolo. Il GOBBO, oltre a distruggere i nostri ghiacciai, sta scaldando in maniera quasi preoccupante lo specchio d'acqua attorno alla nostra Penisola. In alcune zone già si stanno riscontrando cambiamenti nell'ecosistema delle acque, con l'arrivo di fauna più adatta a vivere in un mare tropicale piuttosto che nel Mediterraneo. Sono oltre 20 giorni che l'alta africana non da tregua! I raggi del sole colpiscono quasi a perpendicolo la superficie marina. Non ci sono ne venti, ne correnti in grado di smuovere l'acqua, la quale resta statica, quasi stagnante. La cosa grave è che la suddetta situazione era presente anche nei mesi primaverili, quando al posto delle perturbazioni e delle depressioni, sul Mediterraneo campeggiava un' insignificante palude barica, con dinamismi davvero scarsi in aria e in acqua. Naturalmente le temperature erano più basse rispetto ad ora, ma la mancanza di movimento era già preoccupante. Quali sono i bracci di mare ad avere temperature più alte? 29° in superficie si registrano da alcuni giorni nel Mar Ligure e sul Mare di Corsica. 29° anche al largo della Sicilia orientale ed in prossimità dell'Isola di Malta. Tutto il Tirreno è sui 28°, mentre il versante adriatico e il Canale d'Otranto registrano 27°. Cosa potrebbe comportare questo stato di cose in futuro? Beh, difficile dirlo. Il mare molto caldo, di norma, esalta la fenomenologia meteorica in Italia, creando i cosidetti " temporali marittimi" anche al passaggio di fronti apparentemente deboli. Tuttavia questa è condizione necessaria, ma non sufficiente per avere fenomeni violenti sulla Penisola, per esempio in autunno. Se i mesi di settembre ed ottobre passassero all'insegna di correnti settentrionali, il mare perderebbe il surplus calorico lentamente, senza generare grossi contrasti ( come avvenuto nel 2003). Se invece avessimo un autunno "vecchio stile", con le correnti atlantiche in grande spolvero, allora il rischio aumenterebbe sensibilmente, soprattutto per le regioni di ponente ( Liguria, Toscana, Lazio e Campania). In questo caso tutta l'energia termica in eccesso verrebbe convertita in energia meccanica ed elettrica, con i temporali marittimi a fungere da veri e propri "trasformatori". Quindi non sempre il mare molto caldo è sintomo di un autunno alluvionale o molto piovoso in Italia. E' come avere una bomba pronta ad esplodere vicino a casa; il rischio c'è, ma se la "miccia" non viene accesa la deflagrazione non può avvenire.

Autore : Paolo Bonino

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