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Tavola rotonda sul cambio climatico ad Udine

Il 23 marzo, in occasione della giornata meteorologica mondiale, l'Unione Meteorologica del Friuli-Venezia Giulia organizza a Udine a partire dalle ore 10:00 una tavola rotonda pubblica alla quale prenderanno parte i maggiori esperti locali di meteo-climatologia. Ad ogni esperto verranno poste quattro domande relative ai cambiamenti climatici. Alla fine ogni esperto avrà diritto di replica sui colleghi e ci saranno le domande dal pubblico.

In primo piano - 11 Marzo 2002, ore 11.28

Il tema del cambiamento climatico è uno degli argomenti più affascinanti e controversi recentemente presentati dai mass-media. La domanda fondamentale alla quale si deve rispondere è tanto semplice quanto complessa: il clima sta attualmente cambiando? E se così fosse, questo cambiamento è dovuto anche alle attività umane? La comunità scientifica, al momento, non è ancora in grado di rispondere in maniera definitiva a questa domanda. La quasi totalità degli esperti ritiene che il clima stia effettivamente cambiando, non solo grazie alle misurazioni dirette delle osservabili meteorologiche (essenzialemente la temperatura superficiale), ma soprattutto in seguito ad evidenze indirette quali il ritiro dei ghiacciai. Buona parte degli esperti ritiene anche che questo cambiamento sia causato dall'uomo; capofila di questa scuole di pensiero è Paul Crutzen del Max Plank Institute, premio nobel per la chimica grazie agli studi sui Cloro-Fluoro-Carburi e sulle loro reazioni con l'Ozono. Secondo Crutzen, infatti, l'era geologica nella quale stiamo vivendo si dovrebbe definire antropocene, in quanto l'uomo è la principale forzante del sistema clima. Questa posizione è stata recentemente rafforzata dalle simulazioni effettuate con potenti e sofisticati modelli numerici i quali si sono dimostrati in grado di riprodurre il clima del passato tenendo conto delle sole forzanti note (le variazioni dell'orbita terrestre, le eruzioni vulcaniche, etc) ma non quello presente. Per poter riprodurre il clima presente e del più recente passato hanno dovuto tener conto nei loro algoritmi anche delle emissioni industriali umane. Queste simulazioni sono anche state utilizzate per prevedere il futuro climatico e il risultato finale è stato presentato nel rapporto IPCC (International Panel on Climate Changes - Commissione Internazionale sui Cambiamenti Climatici) che non lascia ben sperare per il futuro. Se i risultati delle simulazioni sono corretti, ma di questo non si può avere la certezza, nel futuro dovremo avere una aumento del livello del mare, con una conseguente perdita di terre emerse, e un aumento delle temperature, con un aumento della desertificazione e delle malattie quali la malaria. I maggiori disagi, inoltre, sarebbero a carico delle popolazioni del terzo e quarto mondo che vivono nelle aree del pianeta più sensibili all'eventuale cambiamento climatico e che non hanno i mezzi e le risorse per affrontare questi cambiamenti. Da qui la proposta dell'IPCC di adottare delle misure, ad esempio il protocollo di Kyoto, recentemente ratificato dall'Europa, per frenare questo cambiamento. Queste, è bene non dimenticarlo, sono comunque solo delle proiezioni di modelli numerici che, per quanto raffinati, non sono in grado di riprodurre esattamente la realtà. I modelli, cioè, potrebbero trascurare nei loro conti effetti non trascurabili, portando a valutazioni errate. Il partito di coloro che non credono nell'influenza dell'uomo sul clima, pur se molto meno numeroso, ha comunque tra le sue file personalità di grande spicco, come i Pielke (padre e figlio). Pielke padre, l'inventore degli spaghetti diagrams, sostiene che i modelli numerici non sono adeguati a rappresentare l'evoluzione del clima, in quanto non riescono a tener conto dell'utilizzo dei terreni (foreste, coltivazioni, pascolo, deserti, etc.), da lui ritenuto di fondamentale importanza. Pielke figlio, stella nascente della climatologia politica statunitense, sostiene che ad essere sbagliata è proprio la filosofia alla base del problema. Secondo lui, non è tanto importante che il clima cambi o non cambi, quanto il fatto che le attività umane stanno diventando sempre più sensibili al clima. Bisogna, sempre secondo Pielke, studiare come rendere meno traumatico l'impatto del cambiamento climatico sulle attività, piuttosto che cercare di non mutare il clima, che sempre è cambiato in passato e sempre cambierà. Vicino a questa posizione sembra essere anche Obasi, direttore del WMO (World Meteorological Organization - Organizzazione Meteorologica Mondiale), infatti come tema per la giornata meteorologica mondiale (21 marzo 2002) ha proposto proprio il tema della mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Il problema non è da poco, tutte le posizioni sembrano ragionevoli o perlomeno razionali e non è facile prendere posizione a riguardo. Nella Scienza, infatti, non valgono né il principio di autorità (l'ipse dixit, tanto per intenderci) né il principio di maggioranza. Su un qualsiasi argomento, un premio Nobel può avere meno ragione di un qualunque studente e il fatto che il 90% degli scienziati la pensino allo stesso modo su un argomento, non aggiunge valore o credibilità all'argomento stesso. Cosa pùo fare dunque l'uomo della strada di fronte a questa problematica? Molto poco in generale. Certamente è importante cercare di restare informati, attingendo le informazioni quanto più vicine alla fonte possibile, per evitare il degrado e, in certi casi, la strumentalizzazione delle notizie. A questo riguardo l'Unione Meteorologica del Friuli-Venezia Giulia -ONLUS-, associazione nata con lo scopo di creare un punto di incontro tra il mondo degli appassionati in Friuli-Venezia Giulia e il mondo dei professionisti, contribuendo alla corretta divulgazione delle tematiche meteo-climatiche, ha deciso di organizzare il 23 marzo p.v. presso il Salone delle Conferenze di Palazzo Belgrado a Udine una tavola rotonda pubblica su questo tema. I maggiori esperti degli istituti presenti sul territorio regionale sono stati invitati per rispondere a quattro domande: 1) cos`è il clima, 2) il clima sta attualmente cambiando, 3) cosa lo fa eventualemente cambiare, 4) quale influenza ha l'uomo sul clima. Ogni esperto avrà a disposizione quindici minuti per rispondere e, dopo che tutti avranno risposto, ognuno avrà diritto di replica sugli altri. Alla fine ci saranno le domande del pubblico. All'iniziativa, realizzata con il patrocinio della Provincia e del Comune di Udine, hanno attualmente aderito le Università di Udine e Trieste, il Centro Internazionale di Fisica Teorica di Miramare, l'Istituto Talassografico del CNR e l'Istituto Nautico di Trieste, nonché l'Osservatorio Meteorologico Regionale dell'ARPA e l'Istituto Sperimentale Geofisico. Questa tavola rotonda non ha l'ambizione di dare delle risposte definitive alla questione, ma di porre correttamente il problema in modo che ogni persona possa farsi una propria idea sull'argomento. La tavola rotonda avrà inizio alle ore 10:00 e dovrebbe concludersi alle ore 12:30, l'ingresso sarà gratuito. Chiunque volesse ulteriori informazioni sull'evento può telefonare al 340 7608216.

Autore : Fulvio Stel

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