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Super freddo o maxi anticiclone? Chiediamolo all'indice NAM

Si tratta di un indice che rileva la forza della circolazione circumpolare a quote stratosferiche e che, in opportune condizioni e oltre determinate soglie, può risultare determinante nel forzare la circolazione a livello delle quote sottostanti.

In primo piano - 5 Dicembre 2013, ore 11.38

 Anzitutto due parole di introduzione per capire di cosa stiamo parlando: l'indice NAM, dall'inglese North Annular Mode, è la rilevazione descrittiva delle differenza tra la pressione atmosferica sulla verticale del Polo Nord e quella delle medie latitudini. Qualcuno obietterà: "Ma non era l'AO, ossia l'Oscillazione Artica a fare già ottimamente questo lavoro?


Vero, ma l'atmosfera non è piatta, bensi tridimensionale, dunque ha uno spessore. L'andamento dell'indice AO difatti rileva il delta (differenza) di pressione al livello del mare, mentre l'indice NAM comprende tutte le quote, dal suolo fin entro la stratosfera. L'indice NAM è un buon mezzo per conoscere pertanto la forza del vortice polare alle quote stratosferiche.

Per chi, come noi, vuole conoscere in anticipo la che tipo di inverno stiamo andando incontro, l'indice NAM risulta inoltre un utilissimo strumento prognostico. Alcuni importanti studi ci hanno infatti consegnato una linea evolutiva predeterminata, che può esserci utile fin d'ora nel capire se la stagione 2013-14 sarà disturbata da un super-anticiclone (vedi ad esempio il 1988-89 o il 2006-07), oppure al contrario potrà dar luogo ad una stagione gelida e bianca.

Al momento l'analisi dell'indice NAM vede un rinforzo della circolazione circumpolare che, partita dai bassi strati, si è propagata fin nell'alta stratosfera e ora è pronta a ritornare verso il basso. In altre parole il vortice polare si è rinforzato a tutte le quote, situazione che non permette la dispersione delle masse d'aria gelida verso le medie latitudini. 

Secondo gli studi in proposito, una tal situazione potrebbe persistere anche per oltre 1 mese e mezzo, quindi le ire dell'inverno potrebbero rimanere bloccate sull'Europa fin quasi a metà gennaio. Questo lo dice principalmente la statistica, tuttavia se osserviamo al figura allegata, notiamo una situazione analoga accaduta proprio ad inizio inverno del 2012-13.

In quell'occasione, all'iniziale approfondimento del vortice polare, seguì una seria crisi dello stesso che, partendo a fine dicembre dai bassi strati, si propagò verso l'alto a gennaio, per poi tornare verso il basso a più riprese addirittura sino ad aprile. Le masse gelide dal Polo ebbero dunque più occasioni per propagarsi verso le medie latitudini e, beh, ricorderete tutti gli interessanti risvolti nevosi che si ebbero su alcune regioni d'Italia in quei mesi...


Autore : Luca Angelini

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