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Stratwarming gennaio 2013: dopo il 10 primi possibili conseguenze sulla troposfera

Con l'arrivo del nuovo anno un deciso indebolimento del Vortice Polare a partire dalle quote stratosferiche potrebbe trovare la strada per propagarsi sino in troposfera. Alcune proiezioni sul lungo termine iniziano ad intravedere gli effetti in termini pratici di questi grossi movimenti.

In primo piano - 31 Dicembre 2012, ore 15.45

Questa mattina il quadro complessivo della situazione che va profilandosi mostra ulteriori conferme riguardo l'intenso surriscaldamento stratosferico che avverrà in sede asiatica con l'arrivo dei primi giorni di gennaio. Il riscaldamento alla quota isobarica di 10hpa sarà piuttosto rilevante tanto che si prevedono su questo settore aumenti della temperatura sino a 40 gradi nel giro di una settimana. Spostandoci nell'alta stratosfera dove l'aria è ancora più rarefatta, tale riscaldamento supererà agevolmente i 70-80 gradi diffondendosi rapidamente verso la bassa stratosfera al confine con la troposfera.

Gli effetti di questo intenso warming in area asiatica (comparto siberiano compreso) potrebbe portare ben presto vistosi effetti anche nella fascia troposferica determinando la formazione di una zona d'alta pressione in sede polare. Questo anticiclone di origini dinamiche sarà il frutto di un intenso riscaldamento che dalla stratosfera riuscirà probabilmente a determinare un forcing sin verso gli strati prossimi al suolo.

La QBO (Quasi Biennal Oscillation) dal canto suo dopo aver raggiunto un picco massimo di segno meno la scorsa estate tra i mesi di luglio ed agosto, si avvia verso una lenta ripresa in fase positiva ad iniziare anche in questo caso dall'alta stratosfera propagandosi lentamente verso il basso nel corso dei prossimi mesi. Questa lenta evoluzione determinerà una persistenza della fase negativa di questo indice per tutto l'inverno 2012-2013 facendo persistere una condizione che solitamente agevola i disturbi di circolazione a carico del Vortice Polare favorendo marcate ondulazioni del getto e possibili retrogressioni.

Oggi anche i modelli troposferici su scala mondiale iniziano ad intravedere le conseguenze che questo grosso surriscaldamento stratosferico porterà a carico del Vortice Polare stesso.

Le conseguenze in troposfera attualmente contemplate potrebbero essere essenzialmente due:

- Attivazione della wave 2 tramite l'elevazione del famigerato anticiclone delle Azzorre. Andrebbe così formandosi un blocco altopressorio sull'Atlantico con possibile formazione di una cintura anticiclonica dal medio Atlantico sino alle regioni polari. L'attivazione della wave 1 (l'anticiclone sul Pacifico) completerebbe il collegamento formando una fascia anticiclonica che passando dal polo suddividerebbe il Vortice Polare in due lobi. Il primo lobo andrebbe ad occupare il comparto canadese orientale, il secondo lobo scivolerebbe con moto retrogrado verso l'eurasia e l'Europa orientale con possibili ripercussioni anche sul nostro Paese.

- La seconda ipotesi prevede una scarsa attivazione della wave 2, a questo punto la deformazione del Vortice Polare resterebbe a carico della sola Wave 1 (l'alta pressione sull'oceano Pacifico) che da sola non sarebbe sufficiente a determinare la suddivisione netta del Vortice in due tronconi.

Gli ultimi aggiornamenti calcano la mano sulla prima ipotesi la quale vedrebbe tempi di realizzazione entro il 10-15 gennaio 2013. Entro tale data la discesa del lobo siberiano del Vortice Polare verso la Russia, determinerebbe un forte raffreddamento dell'Europa orientale con possibili ripercussioni anche sullo stato del tempo italiano.

 

Gli effetti di tale evoluzione iniziano a comparire anche dai modelli troposferici GM (Global Models) nelle proiezioni a lungo termine oltre le 200 ore.

Vedremo se tale tendenza potrà essere confermata con i prossimi aggiornamenti.

Approfondimenti su: http://meteolive.leonardo.it/news/Fantameteo-30gg/45/Il-tempo-dal-7-al-14-gennaio-l-inverno-tornera-pian-piano-a-dire-la-sua/39970/ di Luca Angelini.

 


Autore : William Demasi

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