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STRATWARMING con dinamica di tipo Split entro la prima decade di febbraio? INVERNO si? INVERNO no?

Già da qualche giorno emerge dalle previsioni a lungo termine, la possibilità che vada a segno un forte surriscaldamento della colonna d'aria in stratosfera, in grado di avviare una dinamica di tipo "Split" del Vortice Polare Stratosferico. Quali ripercussioni potrebbe avere questo evento sulla circolazione della fascia sottostante troposferica?

In primo piano - 27 Gennaio 2014, ore 11.45

Negli inverni sottotono, la "fame" di conoscenza che da sempre contraddistingue sia l'addetto ai lavori che l'appassionato, spinge a contemplare i movimenti della nostra atmosfera su distanze temporali sempre più elevate, al fine di capire se la stagione invernale, prima che il suo definitivo tramonto, possa o no regalare qualche reale momento di gloria.

A tal proposito, già da alcuni giorni si volge lo sguardo alla stratosfera, il secondo involucro che avvolge il nostro pianeta appena al di sopra della fascia troposferica. Le interazioni che la stratosfera può avere sulla circolazione presente negli strati prossimi al suolo, è ancora soggetto di indagine da parte degli studiosi; sono stati tirati in ballo sovraproduzioni di Ozono, l'attività delle macchie solari e persino le variazioni del campo magnetico terrestre come fattori chiave nel plasmare un certo tipo di comportamento caratteristico della circolazione in stratosfera. Ma prima che gli effetti di uno Stratwarming (surriscaldamento stratosferico) o Stratcooling (raffreddamento stratosferico) possano portare ripercussioni su quella che sarà la circolazione atmosferica nei bassi strati, vanno valutate diverse variabili che non sono diagnosticabili a priori, specialmente quando (come in questo caso) si discute su previsioni a distanze temporali ancora prossime alle 200 ore.

Cosa potrebbe avvenire in stratosfera nei prossimi 10-15 giorni?

Dopo una fase piuttosto prolungata caratterizzata in sede polare stratosferica da temperature al di sotto della media stagionale, la prima decade di febbraio potrebbe portare finalmente un'inversione di tendenza rispetto a quanto avvenuto sinora. Un forte surriscaldamento dell'intera colonna d'aria stratosferica, potrebbe avviare una dinamica di tipo "split", cioè una vera e propria suddivisione del Vortice Polare Stratosferico in due lobi distinti.

Si tratta dell'evoluzione che più di altre, in caso di propagazione in troposfera, può creare sconquassi nella tipica circolazione occidentale che caratterizza il nostro emisfero, avviando talvolta delle lunghe ed anomale fasi fredde caratterizzate da una antizonalità dei venti. Queste condizioni si realizzano quando lo split del Vortice Polare riesce a propagarsi anche in troposfera, evoluzione di per se, nulla affatto certa.

Anche qualora gli effetti dello split dovessero concretizzarsi in troposfera, l'inverno avrebbe la strada spianata per manifestarsi sull'Europa e sull'Italia?

Le dinamiche di tipo split propagate in troposfera possono portare effetti molto diversi a seconda dell'asse con il quale il Vortice Polare andrebbe suddividendosi. Certi assi di split favorirebbero dinamiche antizonali sull'Europa, altre tipologie non porterebbero nessuna vistosa conseguenza "termica" a livello europeo.

Come è facilmente intuibile la strada da percorrere è ancora molta, MeteoLive vi aggiornerà in tempo reale sugli sviluppi che questo Stratwarming potrà o no avere sulla circolazione europea.

Nella prima immagine, Milano innevata.

Nella seconda immagine la previsione di split in stratosfera alla quota di 10hpa, prevista per il 9 febbraio.

Nella terza immagine abbiamo riportato degli esempi di split in troposfera con diversi assi d'orientamento. Il terzo ed il quarto sarebbero quelli più congeniali alla causa fredda per l'Europa.

La quarta immagine mostra nuovamente la dinamica di split in stratosfera alla quota di 10hpa entro il 4 febbraio. 


L'ultima immagine mostra un esempio di split del Vortice Polare in troposfera non molto favorevole all'arrivo del grande freddo sull'Europa.



 


Autore : William Demasi

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