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Stratosfera in subbuglio: prima il forte riscaldamento, ora il grande freddo

Sembra che quest'anno la Stratosfera voglia continuare a far parlare di se (e questo ne decreta ancora di più l'importanza di osservazione ed analisi attente).

In primo piano - 5 Febbraio 2004, ore 09.03

Dopo l’anomalia calda del mese scorso (Major Warming) temperature insolitamente basse stanno caratterizzando in questo periodo la parte alta della stratosfera. Proprio quando ci si aspettava un graduale ritorno alla normalità, alle temperature tipiche delle varie quote, si è andata sviluppando un’anomalia termica fortemente negativa soprattutto alle quote più alte. L’anomalia termica e, più in generale, della circolazione stratosferica, oltre a produrre degli effetti negativi, ovvero il ritiro del VP a latitudini settentrionali con successiva risalita dell’HP subtropicale ad occupare il vuoto di potere, produce anche un forte sbilanciamento dello stesso VP e un rallentamento che potrebbe, dopo aver risucchiato l’HP subtropicale su di noi, produrre la nascita di anticicloni nordici o centroeuropei, oltre al possibile innesco di un HP Atlantico di blocco. Insomma abbiamo buone possibilità che il VP non acceleri e che resti agonizzante ancora per molto producendo situazioni favorevoli a scambi meridiani anche duraturi, freschi o, ancor meglio, freddi. Inoltre osservano l’evoluzione stratosferica futura si nota come l’anomalia termica negativa permanga e si diffonda anche agli strati inferiori (anche a 10hpa) senza segni evidenti di risalita. Questo può essere interpretato come un segnale di una primavera ancora lontana, essendo il VP ancora in configurazioni molto lontane da quelle tipiche primaverili. Il bollettino della stratosfera, emesso dall’Università di Berlino, evidenzia, oltre all’anomalia suddetta, anche la circolazione ancora fortemente disturbata della bassa stratosfera (e quindi della troposfera), caratterizzata dai vortici splittati. Inoltre è notizia proprio di questi giorni che la NASA abbia sviluppato un modello di previsione a lungo termine basato sulle dinamiche stratosferiche che, a loro avviso, comporterebbe un miglioramento previsionale importante sul lungo termine, soprattutto nel periodo invernale.

Autore : Massimiliano Santini

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