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Stratalert? No, grazie

Oggi si parla tanto di questo “evento” perché è stato dato per certo ed intenso; ma è veramente così?

In primo piano - 3 Dicembre 2002, ore 07.45

In questi giorni un gruppo di meteorologi tedeschi ha riattivato un servizio che fornisce da diversi anni nei mesi invernali e che riguarda il fenomeno dello Stratwarming. In pratica attraverso delle misure della temperatura e di altri parametri meteorologici nella stratosfera (fra i 15 e gli 80 km di quota) vengono monitorati i movimenti del grande Vortice Polare, che a seconda dei suoi capricci può provocare notevoli sconvolgimenti sotto questo punto di vista in pochi giorni. Quando ad esempio il Vortice Polare nella stratosfera si allontana dal Polo suddividendosi in due e o tre minimi che viaggiano verso direzioni diverse, in vicinanza della zona di origine della estesa figura barica la temperatura aumenta repentinamente alle stesse quote ( anche di 30-40°C in poche decine di ore ). Per ragioni ancora da studiare approfonditamente questo fenomeno porta ad una intensa colata di aria gelida dalle alte quote verso il suolo; successivamente a seconda della disposizione di alte e basse pressioni al suolo questa massa fredda viene attratta in direzioni diverse. Ad esempio come già accennato qualche giorno fa, la grande ondata fredda dell’inverno ’85 fu associata immediatamente ad un riscaldamento di 50-60°C nella stratosfera del Polo associato ad uno spostamento di uno dei minimi principali del Vortice Polare verso l’Europa centrale. Bisogna però evidenziare che un leggero riscaldamento della stratosfera in alcune zone dell’emisfero durante l’inverno è naturale, e fa parte di un ciclo annuale che non porta ad anomalie evidenti. Tornando ai giorni nostri, come detto è ripreso il monitoraggio dei parametri caratteristici dello Stratwarming, e subito nel primo comunicato è stato evidenziato un riscaldamento di alcuni gradi fra i 39 ed i 54 km di quota sull’Europa meridionale ( e non a latitudini polari). Nel testo però è anche sottolineato il fatto che questa leggera anomalia non provoca uno “Stratalert”, cioè non ha praticamente effetti visibili alle quote della troposfera (da 0 a 10 km di altezza), e quindi non genera ondate di freddo in nessuna zona dell’emisfero. Ma la lettura della parola magica “Stratwarming” ha portato a reazioni istintive che hanno “gridato” subito ad ondate di gelo eccezionali in arrivo. D’altra parte questo accade spesso durante l’inverno, perché non si è ancora capito il significato vero di questi comunicati: non hanno lo scopo di segnalare solamente eventuali situazioni di allarme, ma si prefiggono di comunicare costantemente eventuali anomalie, leggere, moderate o intense che siano. Ebbene vogliamo tranquillizzarvi sulla previsione per i prossimi giorni: avremo un’ondata di freddo, ma non sarà dovuta al leggero riscaldamento stratosferico sull’Europa. Eventualmente se nei comunicati degli studiosi tedeschi ci fosse qualche segnale più indicativo e forte su riscaldamenti anomali vi avvertiremo prontamente e cercheremo di individuarne gli effetti nei giorni seguenti.

Autore : Lorenzo Catania

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