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Strat-warming: sono pochi quelli che riescono a portare conseguenze dirette sull'Italia

Ogni anno mediamente nell'area polare si verificano riscaldamenti della stratosfera che possono trasferirsi in troposfera condizionando in maniera più o meno importante sulla dislocazione del vortice polare, con conseguenze che solo occasionalmente però incidono sugli inverni italici.

In primo piano - 8 Gennaio 2015, ore 13.20

Quando l'inverno non riesce da solo a decollare, si bussa in stratosfera, per cercare un appiglio che induca ad uno scompattamento, ad una divisione, ad un frazionamento, o anche solo un semplice disturbo al vortice polare, in modo che una sua bilobazione o addirittura una sua franca divisione (split) possa determinare conseguenze in sede europea e addirittura italiana, così come avvenne ad esempio nel famoso gennaio del 1985 o nel febbraio del 56.

Spesso si tratta di pura illusione, perchè solo raramente gli effetti di uno strat-warming possono incidere in modo netto sulla stagione invernale europea, se non in negativo. 
Ma cos'è sto stra-warming, si chiederanno i più? In pratica attraverso le misure della temperatura e di altri parametri meteorologici nella stratosfera (fra i 15 e gli 80 km di quota) vengono monitorati i movimenti del Vortice Polare Stratosferico, che sovrasta quello ai piani bassi dell'atmosfera.
 
Gli strat-warming possono essere principalmente di due tipi: minor warming e major warming, ma sono anche conosciuti e più regolari quelli di metà inverno e quello di fine inverno, oltre a riscaldamenti più estremi e dunque più rari. (Avvengono ovviamente anche raffreddamenti stratosferici altrettanto spettacolari, ma questo è un altro discorso e porta a conseguenze poco invernali e non sarà pertanto oggi di questo articolo)

Quando infatti si verifica un repentino riscaldamento dell'aria in alcune zone della stratosfera (anche 30-40°C in poche decine di ore, per motivi ancora non del tutto comprensibili), il Vortice Polare viene costretto a deformarsi, o addirittura a suddividersi in 2-3 minimi distinti, che poi viaggiano in parte verso le medie latitudini, portando ondate di freddo inusuali su zone normalmente temperate. 

Come ribadito sopra, la grande ondata fredda dell’inverno ’85 fu collegata immediatamente ad un riscaldamento di 50-60°C nella stratosfera del Polo, riscaldamento associato ad uno spostamento di uno dei minimi principali del Vortice Polare verso l’Europa centrale.

Bisogna però evidenziare che un leggero riscaldamento della stratosfera in alcune zone dell’emisfero durante l’inverno è naturale, e fa parte di un ciclo annuale che non porta ad anomalie evidenti. Comunque la lettura della parola magica “Strat-warming” porta a reazioni istintive che fanno gridare subito ad ondate di gelo eccezionali in arrivo.

E quest'anno? In effetti qualche segnale in tal senso si prepara per l'ultima decade di gennaio, con risvolti che potrebbero coinvolgere anche l'Europa, ma la troposfera spesso non collabora con la stratosfera, per questo noi di MeteoLive ne parliamo complessivamente poco e preferiamo restare "con i piedi" in troposfera.
 


Autore : Report di Alessio Grosso

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