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Storica o normale? Estate 2009 al setaccio

Calda e secca o mite e piovosa? Tiriamo le somme di questa prima trance di estate che se ne è andata, in vista di una stagione che promette ancora di stupire per i giorni a venire.

In primo piano - 26 Agosto 2009, ore 11.45

Dobbiamo dire per prima cosa che l'estate 2009 è partita ben prima del suo scoccare, sia meteorologico che astronomico. Già a maggio si è proposta con la prima seria ondata di calore che ha spiazzato tutti. L'anticiclone nord-africano, rimasto sopito per mesi, è saltato alla ribalta improvvisamente calciando subito verso l'alto i termometri con valori da record per il periodo, soprattutto su alcune regioni del sud. La prima ondata di calore così precoce ci ha fatto un po' storcere il naso, non tanto per la continuità probabilistica dell'evento, non scientificamente provata, quanto per la resurrezione realisticamente preoccupante proprio dell'anticiclone nord-africano sul Mediterraneo. In effetti, proprio la figura d'oltremare, ha innescato nel corso di giugno e luglio una furiosa battaglia con le depressioni atlantiche per il controllo del territorio italiano (ed europeo). Ne è scaturita a giugno l'alternanza di altre tre ondate di calore di media ampiezza e magnitudo, seguite da frustate temporalesche destinate pricipalmente al nord, dove si sono anche verificati fenomeni localmente violenti e ripetuti. Un generale rallentamento delle correnti nei bassi strati, di concerto con alcune sacche di aria fresca in quota, ha determinato poi per la fine di giugno e i primi giorni di luglio, una diffusa instabilità anche al centro e su parte del sud, dove si sono verificati temporali quotidiani anche violenti. Il tutto immerso in una fase un po' meno calda del normale. Dalla seconda decade di luglio e fino a tutto agosto poi la progressiva risalita verso nord della cosiddetta cella di Hadley, ossia della banda anticiclonica subtropicale, ha allontanato progressivamente gli spunti della depressione atlantica che ha giocato le sue carte in modo particolare tra le isole Britanniche e la regione scandinava, risultando sempre più defilata alle alte latitudini. Ne è conseguito un lungo periodo anticiclonico, caratterizzato da un generale aumento delle temperature dovuto sia alla presenza quasi costante dell'anticiclone, sia a causa dello scarso rimescolamento nei bassi strati. La mancanza di precipitazioni ha anche causato la mancata dispersione del calore superficiale dei terreni a causa dell'assenza di evaporazione, mentre il progressivo riscaldamento anche delle quote superiori, con lo zero termico che ha sorvolato e superato spesso i 4000 metri, ha reso difficoltosa la dispersione notturna del calore verso lo spazio. Ecco che anche le temperature minime si sono portate al di sopra delle medie. Evidente il caso di Milano, le cui notti bollenti si sono mediamente collocate al secondo posto negli ultimi 60 anni dopo quelle del 2003. Da qui ne è risultato un periodo che ha abbracciato il nostro Paese dalla seconda metà di luglio fino a tutto agosto, con un calore di fondo decisamente anomalo, pur senza picchi di calura trascendentali, ad eccezione di valori di punta storici fino a 47°C raggiunti in Sardegna intorno al 20 luglio, e comunque rilevanti e ripetuti di oltre 40°C sulla Toscana e su parte del Lazio registrati in agosto. Molto caldo anche in Umbria, sul filo dei 40°C, solitamente mitigata dalla presenza della convettività pomeridiana, in quei giorni quasi totalmente assente. Queste ultime particolarità hanno fatto di questa estate una storia a parte, facendoci riflettere sulla modifica della circolazione generale dell'atmosfera a livello emisferico cui abbiamo diverse volte accennato nelle nostre analisi e nei nostri approfondimenti. Da segnalare anche altri due tratti salienti di questa estate: gli scarsi episodi nevosi sulle Alpi, ad eccezione di una spruzzata a luglio, specie a ridosso dei rilievi di confine settentrionali, e il mancato strappo stagionale della seconda metà di agosto, evento quest'ultimo sempre meno frequente, così come si è già avuto modo di constatare nel corso delle ultime estati.

Autore : Luca Angelini

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