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Storia di un fiocco di neve

Le avventure di un fiocco di neve.

In primo piano - 24 Novembre 2010, ore 11.07

Croce e delizia di amatori e meteorologi, al sopraggiungere della stagione invernale la genesi della neve assorbe le maggiori risorse in termini di cuore per i primi e di impegno per i secondi. Artefice del miracoloso passaggio dal comune grigiore allo sfavillante candore è la temperatura dell'aria.

Fintantochè questa rimane sotto zero per tutto il percorso di caduta, il nostro cristallo di neve rimarrà intatto e svolazzerà allegramente sopra le nostre teste. Qualora invece l'aria presenti diverse stratificazioni (spesso ci troviamo dinnanzi a nevicate da "cuscino" o da "addolcimento") e con temperature anche solo a tratti prossime o sopra allo zero, tutto cambia e inizia il dilemma: neve si o neve no? Anche i microclimi locali manipolano la nostra neve e spesso si hanno fenomeni molto diversi in zone ristrette. Anzitutto la dimensione: perchè a volte scendono dal cielo piccoli cristalli e altre grandi fiocchi? Dipende dalle caratteristiche dell'aria che viene attraversata dalla precipitazione in caduta. Se ci troviamo in presenza di aria fredda e asciutta di origine continentale (fase iniziale dell'episodio da cuscino) ecco i cristalli, se subentra aria più umida e mite (ma pur sempre sotto zero) negli strati intermedi ecco i fiocchi (fase avanzata della nevicata da cuscino).

Passiamo ora ad analizzare il profilo verticale dell'aria per avere ulteriori informazioni. Elemento di cruciale importanza è lo zero termico (ovvero la quota alla quale la temperatura misura zero gradi). Una volta in possesso di questo fondamentale parametro ecco i possibili casi che prevedono al suolo l'arrivo di pioggia o neve: 1) Lo zero termico si trova oltre 1000m di altezza dal suolo: il nostro fiocco attraverserà 700-800m di aria sopra lo zero dopodichè fonderà giungendo al suolo come PIOGGIA.

2) Lo zero termico si trova 1000m sopra al suolo e negli strati sottostanti la temperatura non supera +0,5°, +1°: arriverà la NEVE

3) Lo zero termico si trova 1000m sopra al suolo, nei 700m sotto la temperatura raggiunge al massimo +1° e nei rimanenti 300m nuovamente pari o sotto lo zero: avremo NEVE.

4) Lo zero termico si trova 700m sopra al suolo e negli strati sottostanti la temperatura non supera il valore di +1°, +2°( in aria asciutta): al suolo arriverà la NEVE.

5) Lo zero termico si trova 700m sopra al suolo e la temperatura negli strati sottostanti raggiunge i +3°, +4 (in aria umida): al suolo avremo PIOGGIA. 6) Lo zero termico si trova 1200m sopra al suolo e in prossimità dello stesso un'inversione mantiene temperature negative: nei sottostanti 700-800m la neve fonde e, attraversando gli ultimi 400-500m in ambiente sotto zero, giungerà a terra come PIOGGIA.

Si tratta del fenomeno della "sopraffusione"; in questo caso le gocce geleranno a contatto con il suolo causando il noto fenomeno del "gelicidio". Come si può ben vedere i casi sono tanti; non ci rimane che attendere i prossimi eventi e testare il nostro schema, buon divertimento.


Autore : Luca Angelini

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