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Stazioni meteo ufficiali, qualche critica

Non sempre i dati delle stazioni meteorologiche ufficiali rispecchiano la realtà; spesso poi si discostano molto da quelli delle molte stazioni amatoriali. I motivi sono tanti, ma ormai chi ci fa caso?

In primo piano - 31 Luglio 2009, ore 12.23

In questi giorni di grande calura i dati sciorinati dalle stazioni meteo ufficiali hanno spesso del sorprendente. I profani non ci fanno molto caso, i giornalisti poi sono sempre pronti a cavalcare l’onda degli estremismi; i luoghi comuni la fanno da padrone, e pronunciare “40 gradi” non sorprende più nessuno. Qualche meteo-appassionato, ligio nell’aver posizionato la sua stazione meteorologica amatoriale, che poi tanto amatoriale non è, visto il suo prezzo; si è accorto che le temperature sparate qua e là sullo schermo o alla radio, si discostano spesso in modo notevole da quelle fornite dal suo sensore. Tante le spiegazioni ovviamente, ma tante altre quelle che dovrebbe fornire chi raccoglie i dati ufficiali. Già perché quegli stessi dati vengono confrontati con le medie e peggio ancora con quelli del lontano passato. La polemica circa le isole di calore urbano la dice tutta sull’affidabilità delle stazioni meteo cittadine; ma in questo caso non si tratta di fare il confronto con dati calcolati, o potenzialmente registrabili in un’area immaginaria al posto della città. È proprio il confronto con stazioni amatoriali cittadine che i conti non tornano. Un altro aspetto, a mio avviso poco edificante per chi fornisce i dati ufficiali, è l’incongruenza che spesso si può notare fra stazioni contigue o poste alla stessa altitudine. Mi è capitato sovente di vedere in TV dati imbarazzanti; ad esempio nella stessa carta una temperatura minima a L’Aquila di 13°C e contemporaneamente a Campobasso di 24°C! La temperatura di Potenza, quando viene evidenziata, è costretta a gareggiare con quelle di Bari, Napoli e Lamezia Terme. A volte è successo che fosse addirittura superiore! Per le città del nord, a meno che non siano vicine al mare, vista la loro altitudine relativamente bassa e pressoché uniforme, le differenze non sono molto eclatanti; ma spiegare come mai a Genova si senta caldo allo stesso modo di Firenze, pur avendo 10 gradi di differenza, mi sembra importante. Quella della temperatura percepita è un’altra beffa di cui abbiamo già ampiamente parlato. Quando fa freddo si dice che è tutto normale, che solo la neve potrebbe dare problemi. Quando fa caldo invece è sempre eccezionale. Se ci sono 33°C, bisogna che la gente ne percepisca 40, a parole. Nei fatti poi, appena ci sottraiamo ai vari condizionatori e climatizzatori a cui siamo abituati, anche 30°C e un po’ di umidità ci sembrano 40. Perché anche nel caso di freddo non si danno i valori di temperatura percepita? A Potenza, a Campobasso e talvolta a Trieste ad esempio, d’inverno ci sono giornate con valori prossimi allo zero e venti di tramontana o bora a 60 o 80 km/h. A causa del fenomeno noto come “Wind Chill”, avete idea di quant’è la temperatura percepita?

Autore : Giuseppe Tito

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